Islam e terrore: Feltri incontra 400 studenti
Castelfranco. Il prof in assemblea allo Spallanzani e i giovani musulmani raccontano il loro dolore
CASTELFRANCO. «Perché colpire Parigi?». «Chi c’è dietro l’Isis?». Domande cui ha risposto ieri Francesco Maria Feltri. Il prof del Selmi ha incontrato oltre 400 studenti allo Spallanzani.
«Molti ragazzi sono molto confusi - ha riconosciuto Anna Mattioli - e si parla poco di Kobane (Siria), Istanbul, Libano».
«Subito dopo gli attentati di Parigi - ha ripreso Sebastian Draghi - molti studenti musulmani giravano a testa bassa: ci dava fastidio il loro disagio».
“Sono una studentessa musulmana - si leggeva nella maglia di Feiruz Barkuk - ma non sono bastarda, non sono terrorista”: «Se fosse attaccata l’Italia - ha garantito la ragazza - saremmo i primi a combattere questa forza che crea casini nel nome del nostro Dio. L’Islam non c’entra con il terrorismo. Ho letto post del tipo “fosse per me brucerei vivi i musulmani”. Ragazzi hanno ricevuto insulti, alcuni sono stati tenuti a casa per paura».
«La minaccia sono i terroristi - ha ribadito Nicholas Malagoli - non gli islamici. Mi chiedo perché colpire Parigi».
«Perché è il simbolo delle nostre libertà - ha risposto Feltri - e perché in Francia la laicità dello Stato è assoluta».
Il docente aveva partecipato a un’assemblea dopo l’attentato a Charlie Hebdo. «Eventi simili, ma diversi - ha ricordato il prof - perché le vignette erano provocatorie, le vittime di novembre sono state scelte a caso».
Perché Stato islamico?
«Una mossa geniale. Vuol dire rivolgersi ai musulmani di tutto il mondo. Gruppi dalla Libia e dalla Nigeria ne hanno accettato la guida. Hollande e Obama lo chiamano Daesh: una sigla e un’espressione che significa discordia».
Dove vogliono arrivare?
«Creare un forte Stato, integralista, nel cuore del Medio Oriente. Poi probabilmente conquistare l’Arabia Saudita, in cui ci sono i luoghi santi dell’Islam e il petrolio, per avere un ruolo paritario con l’Occidente».
Che c’entra l’Islam?
«Sono state lasciate fuori le sue parti più belle e nobili, creando un vestito su misura per riempire un vuoto esistenziale. C’è un triangolo tra religione, economia e politica».
Si può combattere il terrorismo con le candele?
«È un gesto simbolico. Tuttavia, servono intelligence, controlli e non facili azioni militari al limite».
Perché Al-Baghdadi s’è proclamato califfo?
«Vuol dire “sostituto di Maometto”. Come se dicessi “sono il Papa”. Il 99% dei musulmani ha detto che non ha diritto».
Ancora, decine di risposte. «C’è stata più chiarezza», ha garantito Maria Letizia Cavicchioli. «Ne parleremo nel giornale scolastico», ha assicurato Mattia Bonantini. «Partiremo dall’assemblea», ha ripreso il docente Rosario La Terra Bellina.
«I fanatici la devono smettere - si è augurato Ferdinando - la guerra deve finire».
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