Muore sul bus in braccio alla mamma
Tragedia sulla corriera Vignola-Modena: il piccolo aveva quattro mesi, inutili i tentativi di rianimarlo del 118 e in ospedale
MODENA. Ci aveva provato subito una infermiera che passava per caso sulla Vignolese e si è fermata prestando aiuto, poi per mezz’ora si sono dati da fare sul posto personale e medici del 118, dopo che hanno intubato il piccolo di appena quattro mesi, mentre l’ambulanza correva velocemente al Policlinico. Poi ancora un’altra mezz’ora di tentativi di rianimazione in pronto soccorso, dove si era mobilitato tutto lo staff necessario per interventi di questo tipo. Una lunga ora di angoscia, di speranze, negli estremi e fondamentali tentativi di arrivare ad un lieto fine, ad un pianto liberatorio del piccolino.
Ma la morte si era già portato via quel bambino: non c’era respiro, il cuore non batteva più. Una tragedia ieri mattina che ha distrutto una mamma e una famiglia originaria del Burkina Faso. Una morte improvvisa, apparentemente senza alcuna motivazione e sulla quale come atto dovuto, la procura di Modena indagherà per scopriremo le cause così come il Policlinico, su sollecitazione dello staff medico che ha refertato la morte del piccolo, disporrà un accertamento diagnostico presso il reparto di anatomia patologica, per verificare un’eventuale presenza di una malformazione cardiaca o quant’altro.
La triste vicenda ha inizio sulla corriera Seta di linea che collega alla mattina, partendo verso le le 8, Vignola con Modena. Una corriera non tradizionale, ma un mezzo nuovo che può effettuare anche percorsi urbani e che è dotato delle telecamere di sicurezza che registrano ciò che accade durante il percorso. Il bus, la cui autista è una donna, si è fermato a Spilamberto e qui è salita la mamma con il piccolo figlio. La donna lo portava con sé nel classico modo comunemente utilizzato dalle donne africane, cioè avvolto alla mamma, come “imbragato” e portato o sulla schiena o sul davanti. Non era in carrozzina né su un passeggino, per intenderci, ma portato direttamente dalla mamma.
La corriera riparte, supera San Damaso e poi, lungo la Vignolese prima di arrivare alla rotonda del grappolo, dal fondo del bus si porta rapidamente nei pressi dell’autista un passeggero, un giovane che chiede aiuto: «Il bambino sta male, non respira, accosti, chiami i soccorsi». L’autista accosta immediatamente e mette le quattro frecce così come immediatamente chiama la centrale di Seta riferendo dell'emergenza e dicendo di avvisare i soccorsi. Anche i passeggeri del bus, con i cellulari, stavano chiamando il 118.
Un’auto, vedendo la corriera ferma in strada con le quattro frecce, si ferma, scende una donna che di professione è infermiera la quale si informa e si mette subito all’opera per cercare di rianimare il piccino.
Poi, come detto, arrivano l’ambulanza e l’automedica. La donna si dispera, l’ambulanza parte, il bambino non dà segni di vita nonostante per mezz’ora si sia provato a rianimarlo. Poi i tentativi continuano in ospedale, al pronto soccorso del Policlinico. È una lotta. Nulla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
