Sicrea, da salvagente a modello di business
Il giovane presidente Bosi racconta i criteri scelti per tutelare i posti di lavoro e le strategie per crescere ancora. Per il Sole 24Ore è al 34° posto in Italia
Sette anni fa è entrato come impiegato nella cooperativa Cmr di Reggiolo dopo esperienze politiche come quella di assessore a Luzzara, il suo paese. Luca Bosi, 40 anni, ora è alla guida di Sicrea, società per azioni diventata la holding utilizzata come scialuppa di salvataggio delle cooperative di costruzioni modenesi e reggiane travolte dalla crisi.
Bosi si è lanciato nell’impresa, in senso letterale e figurato, di presiedere una realtà così complessa e in un contesto di massima difficoltà per il settore delle costruzioni. Ma a prima vista i risultati sono promettenti. Nel 2012 Sicrea era stata creata per salvare le attività della Cmr di Reggiolo poi gli stessi criteri per il risanamento sono stati applicati ad altre coop del settore in stato semicomatoso, da Orion alle modenesi Cdc e San Possidonio, fino a formare un gruppo che ora si presenta sul mercato con dati in crescita e prospettive allettanti.
E i criteri di risanamento si possono riassumere nei tagli alle spese più o meno superflue, tagli degli esuberi di personale nel modo meno traumatico possibile, nell’utilizzo adeguato degli ammortizzatori sociali, nella selezione di appalti e commesse solo con margini sicuri, nel lavoro di fidelizzazione dell’indotto a partire dai fornitori.
Tante scelte non semplici con qualche contraddizione come la formula societaria: Sicrea è società per azioni e non cooperativa anche se Bosi ha già avuto occasione di sottolineare che c’è la volontà di tornare, prima o poi, alla cooperativa: «Non si riesce a creare una newco in forma cooperativa in un settore come l’edilizia - ha detto - Quando riparti hai bisogno di capitali: ecco il motivo della società per azioni».
E un primo punto che il presidente Bosi vuole evidenziare è la scelta strategica della sede di Sicrea, caduta su Modena nell’edificio ex Cdc.
«Scelta - dice Bosi - che parte dal nostro “no” ai campanili e dallo sforzo, che sta garantendo ottimi risultati, compiuto per l’integrazione fra le diverse anime di un’azienda sorta dall’accorpamento di realtà differenti. Scelta che si deve anche alla volontà di stare in città e di avere, rispetto a Reggiolo dove eravamo in affitto, una sede che, grazie un’operazione di leasing, incrementerà il patrimonio societario».
Inevitabile chiedere a Bosi se ha individuato i principali errori commessi nel recente passato dalle cooperative.
«Ce ne sono vari ma il principale è avere privilegiato l’attività immobiliare rispetto alla produzione lavoro, che ora diventa prevalente».
Sicrea Group ora comprende Sicrea, Siteco, Sidea, Sirem, aziende che si occupano di ospedali, case di cura, edilizia sanitaria, scuole, impianti sportivi, poli commerciali e industriali, edilizia civile, strutture prefabbricate, trattamento delle acque, riassetti idro-geologici, strade, ponti, infrastrutture. Nel gruppo rientrano anche Sitecofer (lavorazione e vendita ferro per l'edilizia, carpenteria metallica strutturale), Correggio Condotte (manutenzione ed estendimenti reti acqua e gas) e Sirav (realizzazione di impianti tecnologici, manutenzioni ed efficientamenti energetici).
Uno dei grandi obiettivi dell’operazione Sicrea era e resta la salvaguardia di tanti posti di lavoro, tre anni fa erano oltre 600, oltre ovviamente a ereditare e proseguire le attività in atto rispetto alle precedenti cooperative.
L’obiettivo è raggiunto?
«La scelta migliore - risponde Bosi - era creare una società nella quale trasferire solo i lavori, lasciando perdere l’immobiliare. Tutto l’assetto patrimoniale è rimasto nelle cooperative di origine. Non eravamo obbligati a rilevare tutti i lavoratori ma per noi è una questione di vera responsabilità sociale. I lavoratori di Scirea attualmente sono 442, di questi 250-280 lavorano effettivamente, considerando una trentina di addetti che si occupano del settore prefabbricati, per il quale contiamo presto di garantire continuità lavorativa. Gli altri sono in cassa integrazione, strumento che ha consentito di evitare situazioni drammatiche».
Nel 2015 i passi decisivi per allentare la tensione dei primi difficili momenti.
«Il bilancio consolidato per il 2015 registra fra i 107 e i 108 milioni di euro - dice Bosi - senza dimenticare che lavori come quello per il Sant’Agostino, visto quello che sta accadendo, non potranno rientrare in questo bilancio ma resta comunque un appalto importante che rientrerà in futuro. Cominciamo a registrare numeri importanti se il Sole 24Ore ci ha inseriti al 34° posto fra le Top 50 delle imprese di costruzione italiane e credo che potremo presto risalire altre 7 o 8 posizioni. Abbiamo importanti nuovi appalti come un supermercato a Fiorano, il nuovo centro commerciale di Coop Estense a Formigine, che vale 514 milioni di euro: la grande distribuzione organizzata per noi è un settore molto importante e di grande soddisfazione se si considerano i grandi marchi per i quali abbiamo realizzato lavori impegnativi ma per non farci mancare nulla ci stiamo impegnando nell’area del sisma, in un istituto scolastico a Parma, nell’ambito delle case protette, per esempio a Bergamo, solo per citarne alcuni».
Ma Bosi ci tiene a sottolineare due scelte significative che caratterizzano l’attuale attività di Sicrea.
«La scelta di lavorare esclusivamente con aziende certificate in white list mi sembra qualificante perché noi siamo rigorosi in questo senso - dice il presidente - poi un asset basilare per il nostro futuro parte dalla volontà di rispettare l’ambiente con impatti minimi, realizzazioni che siano poco energivore: ci spenderemo molto in questo senso».
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