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Vasco Rossi sorride: i soldi di San Marino erano “puliti”

Vasco Rossi sorride: i soldi di San Marino erano “puliti”

Il rocker di Zocca aveva trasferito nel Titano 3 milioni di euro Sono stati rimpatriati con lo scudo fiscale: nessuna evasione

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ZOCCA. La Guardia di Finanza ha chiuso l’indagine fiscale nei confronti di Vasco Rossi, scagionandolo da ogni possibile inadempienza. A rivelarlo è l’Espresso, in uscita oggi, nell’ambito di una vasta inchiesta portata avanti dalla Procura di Forlì tesa ad individuare possibili evasioni tra le migliaia di soggetti che negli ultimi dieci anni hanno trasferito soldi a San Marino.

Nella lunga lista di individui sotto controllo - si parla di circa 27mila persone - non mancano i nomi di spicco della politica, dell’economia e dello spettacolo, tra i quali appunto Vasco che il 28 ottobre scorso era stato interrogato dalla Guardia di Finanza nel suo ufficio bolognese; un incontro durante il quale il rocker di Zocca aveva fornito alle Fiamme Gialle tutte le indicazioni richieste.

Era stato lo stesso cantante a darne notizia sul suo profilo Facebook: «Operazione Trasparenza! - aveva scritto - Oggi ho ricevuto la visita della Guardia di Finanza di Forlì. Mi hanno fatto delle domande, sono stati gentilissimi, non ci ho capito molto ma alla fine mi hanno detto che è tutto a posto. W la Guardia di Finanza!!!»

Il controllo ad opera delle Fiamme Gialle riguardava proprio i soldi che Vasco aveva trasferito a San Marino in passato, in totale 3 milioni di euro. Una somma di denaro che era stata poi regolarmente rimpatriata grazie allo scudo fiscale del 2009-2010, varato dal governo di Silvio Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti. Dunque la posizione di Vasco è risultata essere totalmente in regola, in quanto la sanatoria è stata applicata in maniera corretta.

Restano da verificare, invece, quella di altri personaggi illustri, come Benito Benedini, presidente della Fondazione che controlla la Fiera di Milano, a cui la Guardia di Finanza imputa depositi per circa 4 milioni di euro. Oppure Gioacchino Gabbuti, manager romano legato a società pubbliche come l’Atac, azienda dei trasporti della Capitale, e Roma Patrimonio, che a San Marino ha portato circa 1 milione di euro, facendoli poi rimpatriare grazie allo scudo fiscale, un’operazione di cui l’inchiesta si sta occupando per verificarne la regolarità.

C’è anche il caso, ad esempio, di Gerardo Segat, dirigente italo-elvetico della Tax&Finance, che assisteva mister Bee nella trattativa di acquisto del 48 per cento del Milan di Silvio Berlusconi: 3 milioni di euro risultano sospetti.

Quella della Procura di Forlì è un’indagine molto ampia e che ricopre un lasso temporale che va dal 2006 al 2014, per un totale di oltre 22 miliardi di euro che dall’Italia sono transitati verso San Marino.

Tra questi quelli di Vasco che, però, ha regolarizzato la sua posizione.

Giovanni Balugani

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