Giustizia civile “lumaca”: 22 anni per una causa
Il Tribunale di Modena migliora ma l’Appello richiede in media cinque anni Tra i casi “storici” una casa acquistata nel ’93 e un terreno espropriato nel ’98
MODENA. Ventidue anni per decidere se i lavori nella casa appena comperata erano davvero malfatti al punto da non pagarli. Almeno ventidue anni (salvo eventuali ricorsi in Cassazione) per decidere se il terreno fu espropriato in modo ingiusto. Sono tre esempi della lentezza della giustizia civile che coinvolgono modenesi che si sono rivolti ai Tribunali civili di Modena e Reggio e in Appello a Bologna. Tre storie che interessano la Corte d’Appello civile di Bologna, notoriamente lenta. Lo conferma una nuovissima ricerca condotta da Cnr (Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari) e Corte d’Appello di Bologna in collaborazione con il Comune di Bologna, presentata proprio ieri. Lo studio analizza i dati sui processi a partire dal 2006 e che lascia spazio a interpretazioni univoche. E si scopre che la media di attesa è di 5 anni. Sono cause molto vecchie, è vero, perché dopo le ultime disposizioni piuttosto severe del Ministero di Grazia e Giustizia e dopo la riorganizzazione interna al Tribunale civile di Modena, gli armadi sono stati svuotati e si sta andando verso tempi più accettabili.
Spiega Daniela Dondi, presidente dell’Ordine avvocati e civilista: «Rispetto a otto anni fa la situazione è decisamente migliorata. I tempi tra l’iscrizione e la sentenza di primo grado a Modena sono scesi e le vecchie cause sono smaltite. A Modena le emergenze dovrebbero essere ormai esaurite».
Resta il problema delle cause “storiche”. Ad esempio la vicenda di una coppia che ha acquistato un appartamento in centro storico nel 1993, ha rogitato e firmato un contratto per la ristrutturazione. Ma i lavori erano a suo avviso così malfatti che non ha saldato 100mila euro. Così la società immobiliare l’ha trascinata in causa . Ma la notifica di citazione è arrivata solo nel 1998 e la causa è stata così complicata che si è conclusa in primo grado solo 14 anni dopo nel gennaio 2012. L’appello è stato fatto dalla società nel 2013. Adesso la causa è finalmente chiusa dopo 22 anni ma solo perché l’immobiliare è fallita. Oppure c’è la causa per il terreno agricolo di due sassolesi espropriato dal Comune di Castellarano. Una vicenda che va avanti dal 1998 e che ha passato processi ordinari a Reggio, appelli, Cassazione, un nuovo processo e ora è arrivata a sentenza al 2015 a favore del Comune. E ora su istanza dei proprietari è stata fissata in Appello a Bologna per il 2020. Ma solo per le conclusioni delle parti. Per la sentenza si vedrà.
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