Modena vuole diventare capitale dei droni
Seminario al dipartimento d’Ingeneria per spiegare le tante applicazioni innovative in vari settori
Venticinque candeline e uno sguardo rivolto al futuro. Il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari ha celebrato il suo primo quarto di secolo con una nuova iniziativa: “Rilievo con i droni, innovazione e tecnologia”.
Si tratta di un seminario che si è svolto ieri al Tecnopolo modenese.
«Abbiamo voluto dare -ha esordito Paolo Semprini, direttore Assform- un input informativo su quelle che sono le novità in ambito scientifico, in questo caso particolare legate all'uso dei droni. Già dal 2004 si parla di restauro del paesaggio come modalità di intervento in una molteplicità di discipline scientifiche. Attraverso queste nuove tecnologie si possono compiere interventi e rilevamenti non solo sugli edifici di carattere storico ma anche sul paesaggio, sia nel campo della geologia che dell'agricoltura».
Che cosa sono i droni?
«Sono oggetti di grande interesse - ha spiegato Francesco Mancini, docente Unimore di Geomatica- per produrre rilevamenti di dati efficaci, di cui si conosce il grado di incertezza della misurazione effettuata. I droni, identificati dalla normativa Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) con l'acronimo Sapr (Sistema aeromobile a pilotaggio remoto) sono dei velivoli radiocomandati. Caratterizzati dall'assenza di un pilota a bordo, che acquisiscono dati e immagini. Il loro costo è inferiore alle fotografie aeree e la precisione di misurazione è maggiore rispetto ad altri mezzi utilizzati finora. Inoltre, le riprese effettuate dai droni avvengono in movimento e quando lo decidiamo noi, non come un satellite».
In quali campi possono essere utilizzati questi strumenti?
«Nel rilievo degli edifici con il fine di effettuare delle ispezioni - ha risposto Mancini- per la certificazione energetica, nel monitoraggio del territorio, nella salvaguardia dei beni culturali. Molti di questi velivoli però sono ancora in fase sperimentale, così come lo sono le diverse applicazioni possibili. Inoltre, da uno studio sui droni condotto in America si ritiene che sarà dal 2020 in poi che verrà fatto un uso massiccio e preponderante di queste tecnologie anche a fini commerciali».
«Un drone con un buon impianto di rilevamento - ha concluso Silvio Van Riel, docente di Architettura all'Università di Firenze - ci avrebbe permesso di verificare il danno subito dagli edifici dopo il sisma che ha colpito l'Emilia nel 2012. Infine, sono importanti nella fase diagnostica delle strutture esistenti».
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