Gazzetta di Modena

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Prefettura, nuovi interrogatori in vista a Modena

di Francesco Dondi
Prefettura, nuovi interrogatori in vista a Modena

Pressing dell’Antimafia sui funzionari che gestivano l’accreditamento delle imprese nelle white list: un filone porta a Cpl

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MODENA. Le due più imponenti inchieste dell’ultimo anno sono destinate a compenetrarsi tra loro: da una parte Aemilia, che indagando sulla ’ndrangheta ha scoperchiato affari e collusioni compromettenti anche nella ricostruzione post sisma, dall’altra Cpl, che è vittima del terremoto, ma che grazie al terremoto ha potuto ottenere una certificazione antimafia a lungo attesa. In mezzo alle due inchieste ci sta la Prefettura, ora in piena bufera dopo il blitz dei carabinieri di Modena, disposto dalla procura Antimafia che indaga sulla white list della ricostruzione e già finita nel mirino durante le indagini sulla cooperativa di Concordia.

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E alla luce degli ultimi eventi le intercettazioni tra il manager Francesco Simone (l’uomo che ha trascinato Cpl nella melma) e un funzionario della Prefettura, addetto alla white list, possono essere oggi lette con occhi diversi e dipingere scenari molto più ampi. Simone, in una chiacchierata, si sofferma sulla richiesta di iscrizione alla white list; il 18 marzo 2014 il funzionario gli confessa che “proprio questa mattina ci riproponevamo l’iscrizione alla lista della Cpl. Era stata un po’ rallentata visto alcune vicissitudini passate... senza parlarne abbondantemente al telefono.

Però il dottor Ventura (in quel momento capo di gabinetto e responsabile della white list, ndr) diceva a questo punto noi non è che possiamo aspettare all’infinito qui c’è bisogno che le ditte debbano lavorare”. E il 28 marzo arriva l’autorizzazione del Girer che il rappresentante della Prefettura comunica subito a Simone, anticipando l’invio della mail. «Io dovrei farlo entro una settimana - dice ma ve lo faccio in maniera immediata...”.

Sono queste le pressioni che la procura Antimafia vuole accertare? Certo, il caso Cpl è emblematico della situazione che si era venuta a creare in Prefettura nel periodo caldo del sisma, dove tutti volevano lavorare e ottenere un certificato di garanzia.

Intanto a Bologna si lavora come sempre nel più stretto riserbo. Gli otto indagati saranno presto ascoltati per quello che sembra un ulteriore momento di svolta dell’operazione Aemilia. Non c’è più soltanto la ’ndrangheta da debellare, ma se l’ipotesi investigativa troverà i riscontri dovuti allora si andrà a colpire una zona grigia, fatta di legami solidi che vanno oltre il lecito. Un “sistema Modena” finora inattaccato, ma che magistrati e inquirenti sono pronti a verificare. «La Procura non conferma la pubblicazione incontrollata di notizie su questa vicenda», ha detto ieri il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini.

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