Siena: «Migliori grazie a nuove materie»
Il preside del Pico: «Merito dei sacrifici di tutti». Anche il Muratori ai vertici, Morini: «Le lingue studiate come i classici»
Il liceo classico Muratori di Modena batte il liceo classico San Carlo con cui si unirà il prossimo anno. Entrambi sono però battuti dal liceo classico Pico di Mirandola per media dei voti conseguiti dai suoi ex studenti agli esami universitari.
Pico su tutti. Ma il Pico si classifica primo liceo classico in Italia (media di 29,41 trentesimi) e batte addirittura tutti i licei classici d'Italia compresi i più blasonati di Milano e di Roma: dal Berchet al Parini, al Beccaria, al Tito Livio, al Manzoni, al Majorana; dal Giulio Cesare al Mamiani, al Tasso, all'Augusto, al Catullo. Ma non è finita. Se il Muratori si classifica secondo in provincia, lo stesso liceo modenese sale invece sul gradino più alto nazionale quale liceo linguistico grazie a una media di voti conseguiti agli esami universitari pari di 29/30, distanziando tanti altri licei e istituti a indirizzo linguistico.
Il metodo. Due licei classici modenesi dunque rilanciano la bontà dell'istruzione scolastica, il lavoro silenzioso degli insegnanti, il sacrificio di ragazzi che non si risparmiano. Intanto l'Istituto tecnico industriale Fermi si classifica primo nella sezione tecnologica e non solo in provincia di Modena. La classifica, stilata dalla Fondazione Giovanni Agnelli (Fga), e basata sulle perfomances universitarie degli studenti, ha fatto emergere un quadro interessante circa il reale valore dell'istruzione ricevuta a scuola quando ci si trova davanti alla complessità di un esame universitario o di una mansione da svolgere sul lavoro. La classifica, nata da una grande inchiesta della Fga denominata Eduscopio 2015, s'è in sostanza basata sugli esiti successivi della formazione secondaria - cioè i risultati universitari, esame per esame, degli studenti - e fornisce degli spunti indicativi sulla qualità dell'offerta formativa delle scuole da cui essi provengono. Sono stati seguiti 709.000 diplomati in 4420 scuole di tre anni scolastici 2009/10, 2010/11 e 2011/12 nei loro percorsi universitari al primo anno da immatricolati (anni accademici 2010/11, 2011/12, 2012/13), osservando il numero di esami superati e la media dei voti ottenuta, che sono stati sintetizzati nell'"Indice Fga", che fa una media tra la velocità nel percorso di studi (percentuale di crediti formativi universitari ottenuti) e la qualità negli apprendimenti universitari (media dei voti agli esami).
Il confronto. Fermandoci ai voti degli esami, il liceo Pico di Mirandola ha conseguito una media di voti pari a 29,41/30; il Muratori 28,46; il San Carlo 27,77. A seguire il liceo Allegretti di Vignola (27,32), il Formiggini di Sassuolo (26,37). Il Fermi nella sua categoria ha conseguito una media esame universitario di 27,2/30, il Baggi di Sassuolo 27,34, il Selmi 24,88. Tra gli altri indirizzi ricordiamo l'ambito tecnico commerciale con l'istituto tecnico Barozzi di Modena, preceduto dall'indirizzo omologo del Baggi di Sassuolo, ma classificatosi sopra il Meucci di Carpi e il Luosi di Mirandola. Ma torniamo sul podio.
Soddisfazione. Il preside del Liceo Pico di Mirandola, Giorgio Siena, è molto soddisfatto: «Mi fa molto piacere questa notizia. Ci vedo il merito del lavoro degli insegnanti e quello degli studenti chiamati a un sacrificio maggiore in termini di studio rispetto a tanti coetanei di altre scuole non liceali.
Un liceo che sta su piccoli numeri è peraltro favorito e grazie all'autonomia abbiamo investito modificando il piano di studi integrando l'insegnamento del diritto e dell'economia giuridica ed economica e utilizziamo insegnanti di diritto e di economia. Apprezzo la notizia anche perché viviamo un momento di crisi del licei classici. Il numero delle iscrizioni è diminuito non solo qui da noi (ciò che porterà all'unificazione con il Liceo San Carlo, ndr) ma anche sul piano nazionale. Questo risultato riporta l'attenzione sul fatto che c'è un legame molto stretto tra gli studi classici e il successo universitario.
Ultimamente si torna anche a parlare dell'importanza dei beni culturali come risorsa». I giovani del Pico scelgono con successo vari indirizzi anche scientifici e non certo Lettere classiche: «Certo, però attenzione, dobbiamo cominciarlo a dire che servono nuovi insegnanti di Lettere. Quest'anno non riusciamo a coprire le cattedre di italiano, latino e greco».
Il commento. La domanda che spesso sentiamo pronunciare è se il liceo classico serve ancora. «Dai dati che emergono dall'indagine della Fondazione Agnelli sembra proprio di sì - commenta la dirigente del Muratori, Giovanna Morini - In tema di percorso universitario, il nostro liceo classico e linguistico continua a formare persone con ottimo livello di competenza ad ampio spettro visto che il 70 per cento dei diplomati dopo il liceo sono andati a frequentare facoltà a indirizzo scientifico. Il successo è legato al fatto che al liceo Muratori le lingue moderne sono radicate nello stesso contesto delle lingue classiche».
Il lavoro. La Fondazione Giovanni Agnelli dà ragione al Ministro del lavoro Poletti che aveva detto: «Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21», attirando tante critiche. «Superare tanti esami ma con voti bassi - ammette ora la Fga - farà conseguire un titolo di scarso valore, perché molte cose che andavano imparate non sono state apprese adeguatamente. Specularmente, prendere ottimi voti ma in tempi lunghissimi e ben superiori alla durata legale del corso di studi, spesso riflette un amore per il perfezionismo che non sempre si concilia con le esigenze di rapidità e concretezza della società contemporanea».
Giovani e mercato. Poletti ha poi rincarato la dose aggiungendo che i giovani italiani arrivano al mercato del lavoro in gravissimo ritardo: «Quasi tutti quelli che incontro mi dicono che si trovano a competere con ragazzi di altre nazioni che hanno sei anni meno di loro e fare la gara con chi ha sei anni di tempo in più diventa durissimo».
Peraltro, una recente ricerca della Fondazione Agnelli (I nuovi laureati. La riforma del 3+2 alla prova del mercato del lavoro, Editori Laterza, Bari, 2012) ha rivelato che i datori di lavoro tengono in forte considerazione l'età di conseguimento della laurea e spesso preferiscono laureati molto giovani, sebbene non a pieni voti, a laureati con voti alti ma sulla soglia dei trent'anni.
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