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GIULIA PIACENTINI al TECNOPOLO

Tesi sulle secchiate ghiacciate protagonista a Innova 2015

di Gabriele Farina
Tesi sulle secchiate ghiacciate protagonista a Innova 2015

Dalla “doccia di ghiaccio” a Innova 2015. Giulia Piacentini, modenese di 27 anni, è stata relatrice al tavolo sull’innovazione di Reggio. Al Tecnopolo la dottoressa Unimore ha presentato i risultati...

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Dalla “doccia di ghiaccio” a Innova 2015. Giulia Piacentini, modenese di 27 anni, è stata relatrice al tavolo sull’innovazione di Reggio. Al Tecnopolo la dottoressa Unimore ha presentato i risultati della sua tesi sul “Ice Bucket Challenge” (Ibc), le secchiate di acqua gelata per la campagna contro la Sla. Ma la raccolta benefica non è stata promossa a pieni voti come quelli dell’ex studentessa del Selmi, laureatasi con 110 e lode in Pubblicità, Editoria e Creatività d’Impresa. Lo spiega Giulia.

Ti aspettavi di esserci?

«No. Mentre preparavo la tesi speravo che impegno e passione fossero ricompensati,non pensavo che sarebbe uscito dal mondo universitario».

Nella tesi “La comunicazione sociale delle malattie rare. Il caso Ice Bucket Challenge” sono state coinvolte 204 persone, tra partecipanti, spettatori e commentatori. Cosa è emerso?

«Ci aspettavamo che chi ha risposto ai questionari risultasse essere più empatico, altruista e disponibile verso il prossimo. In realtà, la nostra ipotesi non è stata confermata. Al contrario, chi ha risposto è risultato più impulsivo, avventato e imprudente, o più tradizionalista, ovvero più incline a conformarsi alle idee del momento. I risultati ci hanno permesso di confermare a pieno le critiche verso l’Ibc, accusato di essere solo un gioco e una moda estiva».

Un fallimento?

«Al contrario: dalle analisi descrittive è emerso che chi ha preso le secchiate ha ricercato informazioni sulla Sla e ha donato denaro in favore della lotta contro questa malattia in percentuale molto maggiore rispetto chi non ha partecipato. Questo conferma pienamente l'utilità dell’iniziativa virale in termini di consapevolezza pubblica e donazioni. I risultati emersi sulla personalità ci dicono solo come utilizzare questo strumento in ambito sociale per la lotta contro le malattie rare: il messaggio non dovrà fare leva sull'empatia e sulla sensibilità verso la sofferenza altrui, ma dovrà essere divertente, sorprendente».

La tua laurea prepara a trovare lavoro?

«Non ti prepara per un mestiere ben preciso, ma ciò è un vantaggio. Forse bisogna avere un po' più di coraggio e voglia di inventarsi, ma se lo fai hai mille possibilità e tantissimi sbocchi. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta».

Al Tecnopolo c’erano Filippo Monti e Matteo Seghedoni, gli inventori di ChargeMeOn. Li hai incontrati?

«No, ma sono informata sulla loro storia e stupita dal fatto che siano così giovani».

Cosa ti resta di Innova?

«L’entusiasmo. Il fatto ci sia spazio per i giovani! La possibilità di farsi conoscere, di esprimere le proprie idee e presentare il proprio lavoro è stimolante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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