Unione, tanti assenti il bilancio è salvato dalla minoranza
Pavullo. Su 20 consiglieri se ne sono presentati solo dodici L’appello di Canovi: «Bisogna essere più responsabili»
PAVULLO. Ha rischiato di saltare nel Consiglio dell'Unione del Frignano l'approvazione dell'assestamento di bilancio 2015, e nell'ultimo giorno utile per farlo. La seduta del 30 novembre a Pavullo è stata infatti segnata da ampie assenze: su 20 consiglieri, se ne sono presentati solo 12. Per la maggioranza c'erano Fabio Ballotti e Riccardo Burgoni (Lama Mocogno), Matteo Ferrari (Montecreto), Davide Fiorenza (di Riolunato, che ha assunto la presidenza in mancanza del fiumalbino Nardo Norberto Nardini), Maria Paola Guiducci (Fanano), Roberta Muccini (Polinago) e Maria Chiara Venturelli (Serra). Per l'opposizione invece erano presenti Armando Cabri (Polinago), Marco Caiumi (Pievepelago), Giuseppe Melchiorri (Pavullo), Paola Pasquali (Fanano) e Giordano Rocchi (Riolunato). Visto che il meccanismo assegna ai consiglieri che sono maggioranza nei rispettivi Comuni un voto doppio, in questo quadro il centrosinistra in Unione si è trovato ad avere solo 12 “quote” (a Lama non è stata eletta opposizione e i voti a disposizione sono 3, Riolunato qui è all'opposizione) contro le 16 necessarie non tanto per l'approvazione in sé del documento (a maggioranza relativa) quando per la sua immediata esecutività (a maggioranza assoluta), cosa fondamentale in questo caso perché si era all'ultimo giorno. Il segretario Giampaolo Giovanelli ha subito evidenziato il problema al momento del voto, e qui è intervenuto Caiumi come portavoce della minoranza: «Volevamo astenerci, ma voteremo a favore – ha sottolineato – solo per senso di responsabilità e di rispetto per la figura del presidente. È una stima ad personam, e non al partito: vorrei che fosse ben chiaro questo. E vorrei anche ricordare che questo Consiglio si è fatto solo perché noi siamo rimasti in aula: senza l'opposizione, sarebbe mancato il numero legale». Romano Canovi, insomma, ha rischiato di trovarsi da presidente nella stessa situazione vissuta da sindaco nel Consiglio di Pavullo del 24 settembre, saltato in quel caso per abbandono dell'opposizione. Ma qui più che la tattica, ha prevalso la stima nei suoi confronti: «Non mi è sfuggita la prova di lealtà che avete dato stasera – ha detto subito dopo il voto – che credo vi riconosceranno anche i cittadini della montagna, perché qui cerchiamo di fare politiche di territorio. Stamattina era stato fatto un giro di telefonate a tutti i consiglieri per ricordare l’appuntamento breve ma doveroso. Qualcuno non poteva, qualcun si è dimenticato: io inviterei tutti a considerare che qui rappresentiamo i cittadini del nostro territorio, ed essere presenti è mantenere fede all'impegno che ci siamo assunti nei loro confronti».
Daniele Montanari
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