A Portorico per insegnare i segreti del ragù
Vignola. La chef Francesca Simoni volerà nei Caraibi: «Ai colleghi del posto svelerò alcuni trucchi»
VIGNOLA. Da Vignola a San Juan, capitale di Portorico, in mezzo al mare dei Caraibi, per insegnare a chef del posto come si fa il vero ragù e come si preparano le verdure “all’italiana”. È l’avventura che si appresta ad affrontare la chef 38enne Francesca Simoni, già presenza fissa nelle cucine di ristoranti prestigiosi, come “Amerigo” di Savigno. Dopo avere trascorso tutto luglio ad Expo, preparando per conto di Amerigo i piatti più tipici della tradizione emiliana, con le lasagne alla bolognese in testa, ora per la chef si prospetta un’altra avventura avvincente, che vede come committente il Mercato Centrale di Firenze.
«Tutto è nato proprio ad Expo - spiega - dove ho conosciuto i titolari del Mercato Centrale di Firenze, che a loro volta hanno individuato proprio a San Juan la location in cui far sorgere una sorta di succursale del mercato fiorentino. Io e altri chef, dal 10 dicembre, saremo quindi a San Juan, per fare formazione sul campo a cuochi del posto, con l’obiettivo di insegnare loro a cucinare il vero “made in Italy”. Ognuno di noi avrà compiti ben precisi: ci sarà chi si occuperà di come realizzare la pasta fresca e chi di come lavorare la carne. Io sono stata scelta per insegnare i condimenti per la pasta, a partire dal vero “ragù alla bolognese”, e per tutta la parte “veg”, ovvero la lavorazione di frutta e verdura».
Francesca sarà quindi una vera e propria ambasciata per i prodotti “made in Italy”. «Utilizzeremo in gran parte proprio prodotti italiani - ha spiegato la Simoni - che in alcuni casi saranno assolutamente insostituibili. Faccio l’esempio del Parmigiano Reggiano: lo porteremo dall’Italia, senza utilizzare i surrogati che sono proposti in giro per il mondo. E sarà così anche per diverse altre materie prime, perché appunto vogliamo insegnare e trasmettere i veri sapori della cucina italiana».
Francesca Simoni ha la cucina nel sangue. Il suo profilo di chef libera professionista le deriva infatti innanzitutto da una passione innata, che ha coltivato seguendo inizialmente i consigli di sua nonna Iolanda e poi lavorando presso prestigiosi catering e ristoranti. Una passione diventata una professione che le ha consentito di girare il mondo: dal Giappone alla Cina passando per l’Arabia Saudita. E ora Portorico. «È senz’altro una sfida difficile - conclude ma che dall’altra parte premia l’impegno quotidiano che metto nel mio lavoro».
Marco Pederzoli
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