Adozioni e gay, Giovanardi: «Dove sono finiti i cattolici?»
Mentre continua la raccolta di firme della petizione per chiedere al sindaco di togliere il manifesto di Carlo Giovanardi su adozioni e gay come schiavismo, il senatore torna alla carica e trova a...
Mentre continua la raccolta di firme della petizione per chiedere al sindaco di togliere il manifesto di Carlo Giovanardi su adozioni e gay come schiavismo, il senatore torna alla carica e trova a suo dire un alleato nelle donne di “Se non ora quando”. Scrive Giovanardi: «Le donne dell’associazione “Se non ora quando” hanno sottoscritto un appello contro “L’utero in affitto” chiedendo all’Europa di metterlo al bando. L’appello è stato firmato da un mondo vasto che va dal cinema alla letteratura, dal campo universitario a quello delle associazioni per i diritti, con il desiderio di rompere quello che viene definito “un silenzio conformista ”».
Fra i firmatari ci sono: Stefania Sandrelli, Fabrizio Gifuni, Claudio Amendola, Francesca Neri, Riki Tognazzi, Simona Izzo, Giuseppe Vacca, Peppino Caldarola, Dacia Maraini ed Aurelio Mancuso, già presidente di arcigay ed ora di Equality Italia. Nell’appello è scritto che non è possibile “in nome di presunti diritti individuali che le donne tornino ad essere oggetti a disposizione”. Commenta Giovanardi: «Sono in attesa che l’onorevole Giuditta Pini, il gruppo consiliare Per me Modena, il brillante psichiatra militante professor Gian Maria Galeazzi, il circolo arcigay Shepard, la Cgil di Modena, che si sono mobilitati per chiedere la censura e il sequestro del manifesto insorgano anche contro i firmatari di questo documento chiedendone la censura».
«Purtroppo - conclude - l’accaduto dà il segno di quanto sia asfittica, retrograda e provinciale la politica modenese, sempre pronta alle scomuniche. Nel frattempo a Modena risulta non pervenuta l’area cattolica del PD, vivace ed attiva quando c’è da combattere per spartirsi posti di potere, totalmente assente sulle grandi questioni».
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