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Ciao "Momo", è morto Romolo Levoni

Ciao "Momo", è morto Romolo Levoni

Stroncato da una malattia se ne va un grande personaggio collaboratore della Gazzetta di Modena per cui pubblicava la sua rubrica "La bruntleda" rigorosamente in dialetto come Romolo da Roncacciolo. Il cordoglio del comune di Castlenuovo, dove era nato.

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CASTELNUOVO. “Con Romolo Levoni perdiamo un testimone prezioso della nostra comunità e una figura generosamente impegnata nel volontariato verso i più deboli”. Con queste parole  l’amministrazione Comunale di Castelnuovo Rangone annuncia la scomparsa ed esprime il cordoglio per la scomparsa di Romolo Levoni, Romolo da Roncacciolo autentico cantore della Castelnuovo d’una volta. Levoni collaboratore della Gazzetta di Modena, per cui pubblicava ogni settimana "La bruntleda" rigorosamente in dialetto, è morto all'età di 83 anni stroncato da una malattia.

"Levoni  - ricorda il comune di Castelnuovo - aveva raccontato la storia della comunità castelnovese in libri come "Don Mario e noi" e "Ri... Ri... l'asil dal sori", scritto assieme a Marco Gibellini. Sua l'idea di raffigurare i giochi dei bambini della sua generazione nella restaurata Piazza Cavazzuti (esperienza da cui è poi nato il libro "Piazza nuova, vecchi giochi"). Levoni amava cimentarsi con diversi stili e registri di scrittura: poeta dialettale (celebri e puntuali ogni anno per le Feste "I augur di runcachol"), era seguitissima la rubrica settimanale "La bruntleda", tenuta sino all'ultimo sulla Gazzetta di Modena.

Romolo 'Momo'Levoni ti vogliamo tutti tanto bene.Fai un buon viaggio !

Posted by Un Eter Gabian on Domenica 6 dicembre 2015

“Ma della figura di Levoni – sottolinea ancora l’Amministrazione Comunale - non ricordiamo soltanto lo scrittore e il testimone appassionato della storia di Castelnuovo. L’amore per il prossimo e l’impegno civile hanno guidato per intero la sua vita. Impossibile dimenticare il suo generoso lavoro come fondatore del gruppo Resurrection Garden, attivo in progetti di solidarietà e sviluppo in favore dei giovani dei quartieri più difficili di Nairobi in Kenia”. Un progetto che lo accomunava e lo univa al suo grande amico l'oste Ermes di via Ganaceto con il quale si è recato più volte in africa a trovare i bambini e portare gli aiuti.

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