Infarto: rianimato da un tassista
Il conducente è volontario del 118: è riuscito a rianimare un uomo
Una donna sul ciglio dell’autostrada, che si sbraccia nella speranza che qualcuno si fermi. Un segnale inequivocabile per un tassista reggiano, Gaetano Bontempelli, volontario di lungo corso della Croce Rossa, che ieri ha fermato il suo taxi in A1 vicino al casello Modena Sud alle 12.30, in corsia sud, per prestare soccorso alla donna. Una volta fermata la sua auto, Bontempelli non ha quasi il tempo di parlare con la donna, che lo dirige subito nella sua di macchina, una Fiat Punto dentro la quale è seduto esanime il marito. L’uomo, una sessantina d’anni circa, è stato colpito con ogni probabilità da un infarto. Non è cosciente e non respira, come ha modo di constatare il tassista reggiano, 44 anni, volontario da quando ha 16 anni prima della Croce Arancione e poi della Cri per il 118. Stavolta, però, è da solo, senza ambulanza né medico. Ha solo un piccolo kit di pronto intervento che custodisce nel taxi. Le due automobili sono ferme in corsia di emergenza, sfiorate dalle vetture che sfrecciano al loro fianco. «L’unica cosa da fare, in quel momento, era tentare di rianimarlo» racconta il tassista reggiano, tramutatosi in salvatore mentre era di ritorno dall’aeroporto Marconi di Bologna, dove aveva accompagnato dei clienti. Prende il kit dalla sua auto, poi si dirige verso la Punto dalla quale estrae l’uomo ormai moribondo e lo stende. Lì gli applica sulla bocca esangue la mascherina per la respirazione bocca a bocca e una cannula che viene espulsa solo quando il cuore riprende a battere. Per ben cinque minuti tenta di rianimare l’uomo con la sola forza delle mani pigiate. Poi il lieto fine.
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