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L’ex cinema Principe di Modena torna a splendere con il magico presepe

di Gabriele Farina
L’ex cinema Principe di Modena torna a splendere con il magico presepe

Da martedì il pubblico potrà ammirare la Natività. Stile modenese: acetaia, salumi appesi, Cimone sullo sfondo

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MODENA. Un presepe dalle tinte modenesi per riconquistare la zona Tempio. Martedì a mezzogiorno, sarà inaugurata una nuova scena natalizia nell’ex Cinema Principe. Per il quinto anno di fila un gruppo di volontari ha ridato vita allo spazio subito dietro l’ingresso. Trenta metri quadri di base messi a disposizione da Via Piave e Dintorni, l’associazione che punta al rilancio dell’area.

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«Occorre riconquistare i luoghi», ha detto Gian Carlo Muzzarelli al taglio del nastro nel 2014. Il sindaco è di nuovo atteso, la sfida ancora aperta. «Ci dicono per scherzo che siamo un obiettivo sensibile - ha garantito Giorgio Marinelli - ma quando lavoravamo ci chiudevamo dentro». L’uomo è tra i “padri” della costruzione. Assieme a lui Maurizio Marinelli Maurizio Morselli, Franco Bruni e William Pinelli. Ogni particolare è stato analizzato nei dettagli. A partire dalla Natività. «È la scena principale - ha ricordato Giorgio - e perciò è in centro, visibile anche la notte. Un insegnamento tratto da un grande costruttore di presepi: Luciano Sala. Una volta ne ha realizzato uno partendo da un dipinto del Giorgione. I personaggi erano stati fatti apposta da un artista spagnolo». Figure umane e animali a parte, il presepe è frutto dell’ingegno dei volontari. I personaggi hanno dimensioni molto diverse. «Una scelta prospettica», ha spiegato l’intervistato.

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La profondità è rispettata dagli elementi naturali e architettonici. Nell’opera vi sono il Monte Cimone, il Libro Aperto e la Pietra di Bismantova. Nella catena più avanti i colori dominanti sono il marrone e il verde; più lontano, invece, la parte del leone è svolta dal bianco. Sulla sinistra e sulla destra si trovano due case. Dentro si notano alcune eccellenze del nostro territorio. Nell’una, al primo piano, c’è una piccola acetaia… con vero “oro nero”. È contenuto in recipienti di vetro in miniatura, sigillati con tappi. Nell’altra si trovano salumi appesi a un muro. Sono realizzati in pasta das e pitturati con colori acrilici. Costruiti e dipinti a mano anche gli edifici. Creati in polisterene, i mattoni sono stati battuti con pietre per creare un effetto naturale. Dalla baita in secondo piano sono tutti nuovi. Torna la macchina della neve, da cui parte un liquido (acqua, sapone e solvente) “sparato” sui figuranti. Le notti si alternano ai giorni, soleggiati e nebbiosi. «Merito di una tulle sullo sfondo», ha garantito Giorgio. Lui è anche l’inventore della cometa in fibre ottiche, tra il Cimone e il Libro Aperto.

L’astro ha anche una scia in cui è proiettata la coda di una vera stella cadente. È dipinta, al contrario, l’acqua nel ruscello sotto al ponte. «Sarebbe stata troppo veloce in prospettiva - ha concluso Giorgio - e quindi poco realistica». Per tale motivo sono stati esclusi automatismi nei personaggi.

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