Lav Modena: "I conigli sono come i cani e i gatti: mai più macellati e cucinati"
Passa da Modena la campagna nazionale contro l'allevamento dei conigli a fini di macellazione e consumo alimentare. Raccolta di firme per una legge che gli equipari agli animali di affezione.
MODENA. “Coniglio animale di affezione”. È questo il nome della nuova campagna promossa dalle associazioni animaliste Lav (Lega anti vivisezione) e Animal Equality. La petizione online è stata lanciata un mese fa sul sito www.coraggioconiglio.it. Ora i volontari della Lav presidiano con banchetti per la raccolta firme nelle principali piazze d'Italia. Come è stato fatto ieri in piazza Matteotti dai volontari modenesi in questo weekend con replica nel prossimo. A spiegare l'iniziativa Cristian Sormani, volontario Lav.
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Qual è il vostro obiettivo?
«Creare un quadro legislativo favorevole al riconoscimento dei diritti degli animali. Vorremmo una legge che equiparasse lo status del coniglio a quello del cane e del gatto. Per questo motivo stiamo facendo una raccolta firme da presentare in Parlamento. Chiediamo dunque il divieto assoluto di vendita e macellazione».
In Italia, quanta carne di coniglio viene prodotta e consumata all'anno?
«A livello mondiale siamo i secondi produttori, a livello europeo invece siamo i primi. In Piemonte, Lombardia e Veneto ci sono i maggiori allevamenti, ma il consumo è superiore nelle regioni meridionali. La Campania ha un consumo di coniglio annuale pari a dieci chilogrammi pro capite. Mentre la media nazionale è di 2,4 chilogrammi pro capite».
Nel resto dell'Europa quanta carne di coniglio viene consumata in un anno?
«La media europea si abbassa: si stima che le cifre non superino 1,4 chilogrammi a persona. Ciò è dovuto dal fatto che nel nord Europa mangiare questa carne è quasi considerato un “atto di cannibalismo”, specialmente nel Regno Unito e in Irlanda. È come se noi italiani ci mettessimo a mangiare i nostri cani e gatti. Perciò vorremmo chiedere al Governo di adeguarsi agli standard etici di questi Paesi».
Ci sono delle norme che regolano questo settore produttivo?
«Purtroppo no: in questo settore zootecnico ci sono poche regole e ancor meno controlli. La logica è sempre quella dell'abbattimento dei costi e le condizioni all'interno degli allevamenti sono atroci».
A che cosa si riferisce in particolare?
«Alle centinaia di ore di filmati registrati da una squadra investigativa della Lav e di Animal Equality. Questi sono la testimonianza del calvario subito dai conigli durante il trasporto, l'allevamento e la macellazione. Le scene più crude sono state eliminate, ma da quelle ancora presenti nei video ben si può capire di cosa sto parlando. Conigli ammassati in gabbie, costretti a vivere nei loro escrementi. Spesso scuoiati ed eviscerati quando sono ancora in vita».
Per firmare la petizione è necessario recarsi nelle piazze che appoggiano la vostra iniziativa? «No, si può firmare la petizione a sostegno della proposta di legge anche sul sito www.coraggioconiglio.it, dove si trovano i filmati. Gli animali -ha concluso Sormani- sono portatori di diritti e quindi prima di tutto del diritto a vivere». Martina Stocco
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