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Nuovi istituti comprensivi a Modena: scoppia il caso delle medie Ferraris

Davide Berti
Nuovi istituti comprensivi a Modena: scoppia il caso delle medie Ferraris

I genitori delle varie scuole di Modena fanno i conti sui nuovi istituti comprensivi e scoprono che spariranno delle classi. Preoccupazione alle medie Ferraris di Modena Est dove sparirà almeno una sezione

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MODENA. Non c'è pace per la scuola modenese. A poco più di una settimana dall'approvazione in consiglio comunale di un piano scuola, quello degli istituti comprensivi, che è ancora più nel limbo che mai. L'ultimo tassello di un mosaico complicato è un nome nuovo di una scuola che fino ad oggi non era stata toccata da questa rivoluzione. Si tratta delle scuole medie Ferraris, punto di riferimento della zona di Modena Est.

Da qualche giorno, infatti, da quando è iniziata a circolare la delibera approvata dal Comune giovedì scorso e poi pubblicata sul sito dell'amministrazione, ha destato particolare interesse l'ormai famoso allegato A.

Si tratta della tabella di suddivisione di quelli che dovrebbero essere i nuovi dieci comprensivi, dove ovviamente le Ferraris sono una delle scuole medie sui quali si basa il sistema. Peccato, però, che i conti non tornino: la bozza del 15 ottobre, quella che fino ad oggi ha fatto fede nelle scuole modenesi e che e' stata approvata da otto istituti su dodici, attribuiva alle Ferraris per l'anno scolastico 2016/2017 nove sezioni, quella che invece oggi fa fede e che è già sul tavolo della Regione ne ha tolta una e ha fatto scendere le Ferraris a 8. Docenti e genitori se ne sono accorti in queste ore, e qualcuno ha già cominciato a storcere il naso.

Una sezione in meno rispetto al previsto, due se si conta che le Ferraris in questi anni hanno raggiunto anche le 10 sezioni. Un problema in più per il Comune, che avrà due mesi di tempo per convocare il tanto osannato confronto postumo sulle scuole. Perchè il problema è questo: e se fossero più di tre, come si aspetta il Comune, i nuovi comprensivi a non accettare il piano previsto dal consiglio comunale?

Perchè purtroppo è come un domino: per una classe in più o in meno da aggiungere all'una o all'altra scuola, c'è un altro istituto che vede modificata la sua organizzazione. È quello che già hanno cercato di mettere in luce professori e genitori sul caso delle Lanfranco: ritardare di un anno le Lanfranco significa ritardare anche le Mattarella, e ogni decisione su quelle due scuole peserà comunque anche sulle medie Guidotti, che con le Lanfranco hanno un'unica graduatoria per gli insegnanti.

Solo un esempio per dire che la partita è tutto tranne che chiusa. Anche perchè i genitori, che si sono visti rispondere da Muzzarelli che con il provveditorato agli studi aveva già raggiunto tutti gli accordi del caso, vorrebbero capire di cosa si tratta. E soprattutto vorrebbero vedere tradotte in pratiche quelle logiche partecipative e di confronto che porteranno, entro il 15 febbraio, ad una decisione: che peso avranno genitori e insegnanti? Per ora tutto tace?

 

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