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Otto tonnellate di praline rubate

Otto tonnellate di praline rubate

La scoperta dei dolci in un deposito in città, c’erano anche 494 forme di Grana

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A Modena si trovava una delle “caverne del tesoro” dei banditi della “Gang del cioccolato” che avevano fatto colpi grossi a Lodi e a Milano.

In un deposito logistico in città i carabinieri hanno infatti scoperto ben otto tonnellate di praline “Lindor” rubate alla Lindt per un valore di più di 400mila euro e anche forme di Grana padano che erano stati rubate ai Mercati generali di Milano. Un bottino in forme di formaggio per un valore di valore di quasi130milaeuro.

La scoperta è stata fatta in aprile e la merce è poi stata restituita e ora la Procura di Verona tira le fila di questa importante indagine durata quasi un anno.

Il bilancio è di tredici indagati. Il gip ha disposto una misura cautelare in carcere e quattro misure cautelari che prevedono l’obbligo di firma.

È stata così definitivamente sgominata dai carabinieri di Legnago (Verona) la “Banda del cioccolato”.

I militari dell'Arma di Verona hanno recuperato quasi venti tonnellate di cioccolato a marchio “Lindt”, oltre a 494 forme di Grana Padano, mettendo fine all'attività del gruppo di malviventi che nell'estate del 2014 aveva messo a segno un furto milionario nel magazzino della multinazionale del cioccolato a Lodi.

L'indagine, coordinata dal pm Giovanni Pietro Pascucci, ha preso il via un anno fa dal sequestro in un deposito a Cerea (Verona) di una tonnellata di praline di cioccolato “Lindor””, per un valore di 800mila euro; si trattava di uno dei lotti del colpo del valore di 13,3 milioni di euro compiuto a Lodi, dove erano state rubate 260 tonnellate di cioccolatini.

In seguito i militari hanno recuperato altre 19 tonnellate di cioccolato in una ditta di pulizie nel cremonese e 7,9 tonnellate in un deposito a Modena, dove erano nascoste anche 494 forme di grana, per un valore di 129mila euro, le forme risultate rubate ai Magazzini generali di Milano.

Il Gip Guido Taramelli ha firmato cinque misure restrittive: per Massimo Zibra, 56enne di Cesena, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre i quattro complici sono stati sottoposti all'obbligo di firma. Altre nove persone sono indagate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'organizzazione criminale gestiva direttamente la vendita delle merce a catene di supermercati e commercianti accompagnandola con documenti fittizi.

L’indagine è ormai al termine e presto no previste le richieste di rinvio a giudizio. L’operazione di Verona ha permesso di smantellare una delle tante bande che stanno razziando caseifici di Parmigiano Reggiano e Grana Padano e depositi di alimentari di pregio nel Nord Italia.

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