Piazza Mazzini sede di negozi per la vendita del Balsamico
Il punto vendita di piazza Mazzini dedicato all’aceto balsamico tradizionale di Modena durerà oltre la fine dell’anno, come si prevedeva inizialmente, e diventerà un progetto in franchising. Questo l’...
Il punto vendita di piazza Mazzini dedicato all’aceto balsamico tradizionale di Modena durerà oltre la fine dell’anno, come si prevedeva inizialmente, e diventerà un progetto in franchising.
Questo l’annuncio fatto ieri da Luca Gozzoli, Gran Maestro della Consorteria di Spilamberto, ieri pomeriggio a margine di una degustazione del leggendario oro nero in Accademia militare.
«L’anno prossimo nelle nostre intenzioni c’è l’idea di formare una srl con le tre ragazze che hanno collaborato con noi nel punto vendita, nato in occasione di Expo, fino ad oggi, le quali diventeranno imprenditrici –spiega Gozzoli – stiamo lavorando per gestire “Consorteria 1966 Spilamberto” in franchising. Presso questi nuovi negozi dedicati al balsamico tradizionale le acetaie che fanno parte della Consorteria potranno portare i prodotti in conto vendita per un percorso che consenta a chiunque voglia acquistare il balsamico di poterlo fare a Modena. L’apertura del temporary in piazza Mazzini ha dato risultati soddisfacenti, infatti. Quindi, abbiamo deciso di protrarre nel tempo quest’esperienza che prenderà corpo sotto forma di un percorso strutturato che guardi prima alla qualità e poi al reddito». La notizia ha acceso d’entusiasmo i partecipanti alla degustazione di ieri, organizzata da Massimo Fini della comunità di Modena, che fa parte della Consorteria.
«L’appuntamento di oggi ha luogo per mantenere le capacità organolettiche dell’assaggio – aggiunge Massimo Fini – con l’aiuto della luce di una candela valutiamo l’aspetto visivo, che ci consente di analizzare densità, colore e limpidezza. Esaminiamo inoltre l’aspetto olfattivo, con la franchezza, la finezza, l’intensità della persistenza e l’acidità, così come le caratteristiche gustative, ovvero la pienezza, l’intensità, il sapore, l’armonia e l’acidità. Il gusto deve essere assaporato con un cucchiaio non di metallo, ma di ceramica o di plastica. Essere qui in Accademia, grazie al generale Salvatore Camporeale (che ieri ha partecipato portando un saluto, ndr) è significativo: Napoleone infatti per finanziare le guerre vendette le batterie. Le botti uscirono quindi da Palazzo ducale per rientrarvi, grazie alla Consorteria, un paio di anni fa. Ora l’acetaia ducale si compone di 4 batterie di cinque botti ciascuna, più una in arrivo».
Nel 2016, inoltre, avranno luogo diverse iniziative per celebrare i cinquant’anni della consorteria.
Serena Arbizzi
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