Una fiaccolata per il referendum
Mirandola. L’assemblea dei comitati indice la mobilitazione davanti all’ospedale
MIRANDOLA. Diversi comitati compatti per sottolineare l’importanza del referendum di domenica 13 dicembre e per ribadire forte e chiaro che l’ospedale di Mirandola non va impoverito, ma anzi, valorizzato, perché, altrimenti, il suo destino sarebbe quello di trasformarsi in un poliambulatorio. Ancor prima del referendum ci sarà un altro appuntamento significativo: giovedì alle 19 si terrà una fiaccolata con partenza davanti al Santa Maria Bianca.
Il presidente del comitato referendario Benvenuto Razzaboni ha introdotto e presentato altri comitati che si battono a favore di diversi ospedali. Tra questi Giuseppe Ricci del comitato referendario toscano Cres, il comitato Pavullo 95 rappresentato da Paolo Balestrazzi e Ubaldo Chiarotti, presidente di “Salviamo l’ospedale della Bassa” che ha raccolto 6850 firme per l’ospedale. La consigliera di Rinascita Cavezzese Katia Motta, inoltre, ha parlato della petizione promossa perché i sindaci non firmino il Pal. Si sono poi susseguite considerazioni sulla gestione delle risorse in materia di sanità, evidenziando come si possano spostare soldi finora destinate all’ospedale di Sassuolo («troppo vicino a Baggiovara») ad altri ospedali come quello di Mirandola.
Si è parlato inoltre anche dello “scandalo” Ebus, il broncoscopio che dopo essere stato trasferito al Ramazzini di Carpi è ritornato a Mirandola ma, come fa sapere l’associazione La nostra Mirandola, “rimarrà appeso a un chiodo per la mancanza di spazi, di personale adeguato e per motivi organizzativi. Se per caso doveste aver bisogno, con sollecitudine, sarete indirizzati presso altri ospedali quali Bologna o Reggio. L'Asociazione ha apprezzato che lo strumento sia tornato a Mirandola ma il servizio deve funzionare come prima”.
Serena Arbizzi
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