È morto Romolo “Momo” Levoni custode delle tradizioni modenesi
Poeta, cultore delle tradizioni e benefattore per i bimbi in Africa. Ermes: «Perdo un grande amico» Giovedì alle 10,30 presso la parrocchia San Celestino di Castelnuovo Rangone i funerali
A 83 anni, stroncato da una malattia esplosa negli ultimi 3 mesi è scomparso Romolo “Momo” Levoni poeta dialettale, custode delle tradizioni modenesi, infaticabile benefattore. (Giovedì 10 dicembre alle 10,30 i funerali presso la parrocchia San Celestino di Castelnuovo Rangone. La partenza del corteo alle 10 da Terracielo via Emilia Est a Modena dove è allestita la Camera Ardente). Domani alle 18 presso Terracielo si reciterà il Rosario) L’intera provincia modenese perde un grande personaggio. E la Gazzetta perde un prezioso collaboratore che con la sua rubrica settimanale “La Bruntleda” - in rigoroso dialetto - si divertiva (e ci divertiva) a strigliare un po’ tutti, ma anche a raccontare le nostre tradizioni. I nostri tesori.
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“I AUGURI” E purtroppo quest'anno a Natale 'I auguri di Runcacio' non arriveranno. Le migliaia di amici e affezionati lettori di Romolo 'Momo' Levoni, dopo 38 anni, non riceveranno quella fotocopia in bianco e nero, fronteretro, che ogni Natale allietava, con allegria e lucida sagacia, raccontando i più significativi fatti e personaggi dell'anno in una 'zirudela' (filastrocca dialettale in rima baciata, “per gli uomini in lingua” come avrebbe detto lui). Romolo la pensava, la scriveva, la stampava e la spediva, quella zirudela, sapendo di far felici amici sparsi per l’Italia. Ma quest'anno Momo non ha potuto né scrivere né spedire i suoi auguri; ha passato gli ultimi tre mesi in ospedale e ieri, a 83 anni, ci ha lasciati.
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INFATICABILE. Romolo Levoni, il poeta dialettale, esperto e scrittore di tradizioni locali, il saggio montanaro, ma soprattutto l'infaticabile benefattore, non c'è più. E' mancato circondato dai parenti e dagli amici che da qualche giorno avevano capito che si stava allontanando; se n’è andato lasciando l’adorata moglie Carmen, i nipoti e i 'suoi' infaticabili volontari del GRG Gruppo Resurrection Garden nel dolore (ancora da fissare i funerali). Il GRG è l'associazione che Romolo aveva fondato nel lontano 1991, trasformata in onlus nel 1999, per consentire gli studi a bambini della baraccopoli di Soweto, a Nairobi, in Kenya, in strutture create e gestite in collaborazione coi Padri Missionari della Consolata. Solidarietà che ha saputo, per strada e negli anni, coinvolgere e raccogliere sempre più amici pronti a donare tempo, idee, lavoro e passione per raccogliere fondi per i piccoli “poveri, sfortunati fratellini” come li chiamava lui. Dai tanti che si sono avvicendati nelle fiere e manifestazioni della Provincia fino alle cene solidali organizzate nella sua Castelnuovo o ai suoi Runcaciò (Casa Roncaccioli, sui monti di Lama Mocogno), o nelle presenze in Piazza Pomposa con le tigelle montanare al fianco del suo grande amico Ermes, l’oste dei gabbiani, al quale aveva dedicato un libro nel 2006 “Un gabian a Modna” e proprio recentemente il seguito virtuale “Un eter gabian”, la sua ultima pubblicazione.
IL DOLORE DI ERMES E proprio Ermes è rimasto molto colpito da questa scomparsa «Non eravamo solo amici - dice trattenendo la commozione - ma amici, amici, amici. Fu lui a portarmi in Africa per farmi vedere chi aiutavamo. Ci sono andato 3 volte e appena si potrà ci tornerò proprio per lui... Il modo migliore per ricordarlo è continuare ad aiutare quei bambini». Ma il suo ruolo di benefattore non deve mettere in secondo piano la sua figura di poeta e scrittore, capace di sintetizzare, in poesie dialettali e in racconti, emozioni e ricordi, ma anche i fatti dell’attualità, come negli ultimi due anni ha dimostrato nella sua rubrica settimanale “La Bruntleda”, tutti i sabati, sulla Gazzetta di Modena.
DA CASTELNUOVO A LAMA. Era nato a Castelnuovo, ma da molti anni, con la moglie Carmen, si era trasferito tra i monti di Lama Mocogno, doveva poteva dedicarsi all’orto, alla terra e ai boschi tanto amati; dopo gli anni del lavoro, da capostazione, memore della figura del padre ferroviere e amatissimo, si è dedicato agli studi delle tradizioni locali e alla scrittura. Da “sapiente della montagna” come lo definì il prof. Fabio Marri, diventò alla fine degli anni ’70 un vero esperto delle tradizioni locali, scrivendo, dal 1979 al 2015, e pubblicando decine di volumi tra i quali ricordiamo “Rosch e Bosch”, “Mo... cojozzi”, “Don Mario e noi”, ”Magner in dialat”, “Piazza nuova e vecchi giuochi”, “Un gabian a Modna”, “Castelnuovo, gente e vita, da la saraca all’aragosta”, lucidissima disamina di come la nostra società sia diventata da rurale a industriale e tecnologica. Tra i tanti amici che sentiranno la sua mancanza Angelo Giovannini che proprio insieme a Momo ha realizzato la sua ultima opera. Il Comune di Castelnuovo «Con Romolo Levoni perdiamo un testimone prezioso della nostra comunità e una figura generosamente impegnata nel volontariato verso i più deboli».L'amore per il prossimo e l'impegno civile hanno guidato per intero la sua vita. Impossibile dimenticare il suo generoso lavoro per Grg».
Roberto Alperoli, che da sindaco di Castelnuovo, nel 2002, presentando il volume raccolta “I auguri di Runcaciò 25 anni” lo definì “Un discolo senza età, dagli occhi indaffarati e dalle mani febbrili, sempre intento a cercare di aggiustare (almeno un poco) il mondo”. Ciao discolo!
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