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cardone (socialisti)

«Il bilancio del Comune tace sull’amianto e sul Carani»

«Il bilancio del Comune tace sull’amianto e sul Carani»

«Al di fuori delle normali polemiche politiche che stanno caratterizzando l’atto di approvazione dell’assestamento del bilancio 2015 del Comune di Sassuolo, ai cittadini interessa sapere come ci si...

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«Al di fuori delle normali polemiche politiche che stanno caratterizzando l’atto di approvazione dell’assestamento del bilancio 2015 del Comune di Sassuolo, ai cittadini interessa sapere come ci si prepara al 2016 in avanti: se cala la pressione fiscale locale, come si riorganizzano i servizi per superare gli intoppi burocratici, come si intende rilanciare la politica degli investimenti visto il parziale sblocco del patto di stabilità, con quale ruolo si partecipa all’associazione dei Comuni del distretto ceramico...».

Lo afferma Mario Cardone, esponente del Psi e segretario provinciale del partito. «È fuori di dubbio che il condizionamento in negativo di Sgp si farà sentire sui bilanci comunali e sulla sua capacità di investimento - dichiara Cardone - il tutto con l’ulteriore dubbio circa l’integrale copertura del gettito da parte dello Stato a seguito della programmata abolizione di Imu e Tasi ma i cittadini temono che la piovra Sgp si mangi tutto».

Nel bilancio 2015 si prevedono investimenti per circa 25,5 milioni di euro di cui circa 14 milioni provenienti da capitale privato destinati alla costruzione della nuova “Casa Serena”. Nel dettaglio 900mila euro per la manutenzione delle strade; 500mila per le scuole; 500mila per i cimiteri; 100 mila per il centro storico; 3.150.000 per sistemare piazza Martiri e oltre 3 milioni per l'ex caserma dei carabinieri. «Ma non c’è nulla per togliere l’amianto ai magazzini di via Pia, per ristrutturare l’ex macello - dice ancora Cardone - nulla per adeguare la caserma dei vigili del fuoco, nemmeno per sostituire i tubi dell'acqua in amianto nell’attuale “Casa Serena” e, per finire, nessun accenno alla questione del teatro Carani (privato) o al Politeama (pubblico ma in degrado». (al.scibona)

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