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Mirandola. Il parroco denunciato si scusa: «Spese urgenti, ma restituirò»

Mirandola. Il parroco denunciato si scusa: «Spese urgenti, ma restituirò»

Messaggio diffuso dal sacerdote che in Veneto è stato accusato da un mirandolese e indagato per la maxi appropriazione

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MIRANDOLA. Riconosco di aver agito incautamente nell'utilizzare parte di quel denaro». Lo scrive don Lucio Sinigaglia, parroco di Legnaro, in provincia di Padova, in una lettera fatta circolare tra i fedeli durante la messa di ieri. Il parroco si è dimesso dal suo incarico in seguito alla vicenda che lo vede coinvolto nell'inchiesta dei carabinieri per appropriazione indebita aggravata di una cospicua eredità, ai danni di una famiglia mirandolese.

La somma, 14 milioni di euro in tutto, era stata lasciata alla Caritas di Legnaro da Franco Focherini, storico farmacista di Legnaro, perché fosse utilizzata per aiutare i bisognosi. Tra chi sperava in un aiuto economico proveniente da quest'eredità c'è anche Maria Perondi, cugina alla lontana di Focherini. Maria, mirandolese, si è trovata con la casa distrutta dal sisma del 2012, e da allora vive in container. Il cugino le fece visita all’indomani del terremoto, e nell’occasione le donò 20mila euro e la promessa di ricordarsi di lei nel testamento, ha riferito la donna. Alla scomparsa del farmacista, però, non sono seguiti gli aiuti economici promessi.

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Maria, aiutata dal genero Paolino Diazzi, si è quindi adoperata per fare luce sul mistero, rivolgendosi dai carabinieri di Legnaro. Sono così emerse le spese pazze di don Lucio con i soldi destinati alla Caritas: viaggi di piacere dalle Dolomiti alla Sicilia insieme ad amici, un intervento di chirurgia estetica per la madre, l'acquisto di una moto Bmw da 15mila euro, una Renault Clio da 13mila euro regalata ad un giovane sacerdote, acquisti all'Ikea e in negozi di articoli sportivi. Acquisti che fanno, in totale, oltre 250mila euro spesi da giugno a settembre. Denaro che, dice ora don Luciano, sarebbe stato soltanto preso in prestito, in quando non ne aveva disponibilità al momento. «Il denaro è stato speso per assolvere ad alcune necessità urgenti della parrocchia e, in parte ridotta, per ragioni personali», comunica il parroco tramite la lettera ai fedeli. Peccato che a settembre 2014 lo stesso don Luciano abbia licenziato tre insegnanti della scuola materna, adducendo come scusa la scarsità delle risorse economiche.

«Ritenevo di poter utilizzare il denaro temporaneamente e rifonderlo man mano - continua la lettera - Mi dispiace davvero per l’amarezza che in questo momento potete provare e del disagio che tutta questa situazione sta creando. Desidero che sia fatta piena luce sui fatti e mi impegno a riparare agli errori che saranno accertati». (ev)

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