Modena. Spesi 18 milioni per Secchia e Panaro
Eseguiti 60 intervernti sugli argini e tagliata vegetazione lungo 120 chilometri. Il pericolo tane resta una costante
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MODENA. Manutenzione degli argini e taglio delle piante sono stati i principali interventi effettuati da Aipo da gennaio 2014 ad oggi lungo il Secchia e il Panaro, vale a dire i due fiumi che vanno costantemente tenuti monitorati onde evitare il ripetersi di alluvioni ed esondazioni.
Il bilancio provvisorio dei lavori che l'Agenzia interregionale per il fiume Po ha effettuato nei mesi scorsi è stato presentato lo scorso giovedì a Parma in occasione della giornata della trasparenza, insieme ad alcuni numeri.
Un bilancio particolarmente interessante perché dopo l'alluvione, su Modena e provincia è arrivata anche una pioggia di milioni di euro finiti in interventi sugli argini, taglio delle piante e soprattutto nella riparazione della rotta arginale del Secchia del 19 gennaio 2014. Interessante conoscere quindi come sono stati spesi questi soldi pubblici e se sono davvero stati tutti utilizzati. Come noto una parte - denuncia del consigliere Pd Carpentieri - resta ancora ferma in cassa nonostante ci sia la necesità di svolgere gli interventi di manutenzione. La relazione illustrata giovedì a Parma spiegache a seguito dell’alluvione del Secchia «sono stati stanziati circa 63,5 milioni di euro» ripartiti in «41,2 milioni per il fiume Secchia e 22,3 milioni per il fiume Panaro», mentre ad oggi risultano «conclusi circa 60 interventi per complessivi 18 milioni di euro (suddivisi circa al 50% tra interventi sul fiume Secchia e il fiume Panaro)». Soltanto a novembre, sono stati «aggiudicati 7 interventi per 4 milioni di euro».
VEGETAZIONE Grande attenzione Aipo l'ha riservata al taglio della vegetazione presente lungo i due fiumi modenesi e i torrenti affluenti, con «interventi finalizzati alla riduzione della presenza di essenze arbustive e arboree lungo i corsi d’acqua Secchia e Panaro».
Interventi che però hanno sollevato diverse critiche da parte di cittadini e ambientalisti, come nel caso dello sfalcio ritenuto "aggressivo" della vegetazione lungo il torrente Tiepido. «Un programma di interventi -si legge nella relazione di Ivano Galvani di Aipo- realizzato in 3 mesi, per un reticolo di complessivi 120 km (60 km Secchia, 60 km Panaro), coinvolgendo tecnici, professionisti e biologi appositamente incaricati dei rilievi della vegetazione ripariale di dettaglio». Quindi Aipoi ritiene che si siano effettuati i tagli più efficaci in casi icome questi.
FIUME SECCHIA Passando al Secchia, nella relazione Aipo si legge che sono stati effettuati lavori di «adeguamento strutturale e funzionale del sistema arginale difensivo tramite interventi di adeguamento in quota e in sagoma a valle della cassa di espansione» insieme a «delle indagini geologiche-geognostiche preliminari» per un totale di 13 milioni di euro. Aipo fa sapere anche che saranno innalzati «estesi tratti arginali del Secchia e il consolidamento delle arginature contro i fenomeni di filtrazione/sifonamento/sfiancamento mediante diaframmature e realizzazione di banche a campagna».
FIUME PANARO Anche per il Panaro Aipo ha riservato lo stesso trattamento, con l'adeguamento strutturale e funzionale del sistema arginale, con l'individuazione «delle criticità per possibile sifonamento» insieme al «rialzo e ringrosso arginale». Tornando al Secchia, va ricordato che nel tratto modenese il fiume è “pensile”, ovvero scorre più alto rispetto alla pianura circostante, e alzare gli argini non rappresenta sicuramente una soluzione. Infatti c’è il rischio che le esondazioni siano comunque probabili.
TANE PERICOLO COSTANTE. il problema delle tane continua a rappresentare un pericolo reale. Come rilevato di recente anche da uno studio dell’università, la pèresenza di alcune specie di animali specializzate nell’aprirsi varchi lungo gli argini al fine di crearsi i rifugi dalel intemperie continua e deve essere monitorato. Costantemente. Anche dove gli uomini AIpo asono intervenuito con lavori di ripristino sugli argini, rapidamente può capiutare che gli animali tornino ad aprirsi dei varchi che possono costituire un pericolo. Insomma il lavoro sugli argini non manca e va costantemente eseguito. Sottovalutare o ritardare può risultare molto pericoloso e dannoso.<QM> (m.a.)
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