Cavezzo, ritratto di paese nel libro di Arrigo Barbieri
Decimo volume sul paese di Cavezzo per il fotografo che svolge il suo lavoro di ricerca fin dal 1972. Spazio alla società del primo dopoguerra ma anche a sviluppo e industrie locali
CAVEZZO. Sono ancora una volta le immagini a parlare nel libro di Arrigo Barbieri, fotografo a Cavezzo dal 1964. Il decimo volume (Baraldini, pp.160, 22 euro) costituisce una sorta di coronamento di un lavoro di ricerca iniziato nel 1972 con la prima pubblicazione che già recava come titolo “Cavezzo attraverso le immagini”.
«In questi dieci volumi ho cercato - dice Barbieri - di raccontare, dimostrare e trasmettere lo spaccato di una vita semplice, costumi e tradizioni del nostro paese e territorio. Eventi veri di vita quotidiana che ci hanno portato indietro nel tempo, soprattutto al primo dopoguerra raccontandoci della povertà, semplicita e dignità della gente».
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Le immagini sono di ampia comunicazione, anche perché accompagnate spesso da appassionate note descrittive. Si dà rilievo alla piazza Zucchi gremita negli anni '30, di persone nei giorni di mercato, alle famiglie contadine numerose già nell'immediato dopoguerra. L'agiatezza è rappresentata dalla televisione e divani in casa. L'interesse si appunta anche sulle figure “storiche”: da Umberto Paltrinieri diventato, nel 1901, direttore della Farmacia Cooperativa, ad Enrico Vezzalini, prefetto a Ferrara e Novara dove venne condannato a morte, con altri 15 camerati, il 14 giugno 1945, su richiesta del pubblico ministero e futuro Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Spicca la figura del sindaco Vincenzo Fattori che partecipò, nell'800, a tutte le più importanti battaglie per l'indipendenza italiana, dai moti carbonari (aveva allora 16 anni) al fianco di Ciro Menotti fino all'Unità d'Italia. Una nota per i Besutti, Ferdinando e il figlio Giuliano, artefici del mercato ambulante avicunicolo (polli, conigli, uova...); per Alvarez Artioli, gestore di bar e per Luigi Gavioli (Sverano) che vendeva materiale di recupero al mercato domenicale, anticipando gli attuali mercatini dell'usato.
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Splendide ragazze bagnano i piedi nel Secchia che per alcuni cavezzesi rappresentava la piscina dei benestanti. Non meno belle le mondine delle bassa che lavoravano nel novarese e nel vercellese. Fatica anche per le nonne che a Ponte Motta intrecciavano la paglia in cortile. A loro il compito di recuperare, con un sapiente rammento, la parte consumata dei calzini.
Storia è anche quella dell'industria, come “Confezioni Alessandra”, che parte nel 1962. Il che richiama il vestiario dei contadini nel 1930, quando i vestiti passavano dal più grande ai più piccolo, dal più grasso al più magro, perché non c'erano possibilità economiche per rivolgersi alla bottega del sarto.
Una foto rimanda al 1954, quando a Cavezzo giunsero Fausto Coppi e Gino Bartali. Un'altra raffigura i fautori, nel 1975, della prima radio libera della Bassa (Radio Club 103). Viene proposto anche il cantiere, nella metà degli anni '70, per l'Osservatorio Astronomico Comunale Geminiano Montanari. Tra le curiosità un parto eccezionale avvenuto in casa, nel 1934, con Eva Molinari che dà alla luce quattro bambine, come è accaduto a Modena pochi giorni fa.
Ogni immagine assume la pienezza di documento. Si parte dal piazzale delle Chiesa nel 1700 circa, secondo una rappresentazione a matita di Augusto Neri, autore anche della copertina, per poi terminare con una veduta aerea, scattata da Nelson 2005, del centro storico con piazza Matteotti e Zucchi, dove una croce cancella gli edifici, compresa la chiesa, distrutti dal terremoto del 2012. Barbieri non nasconde le propria soddisfazione, ma anche emozione di aver portato a compimento un lavoro lungo e delicato nel raccogliere e restaurare tante immagini, di valore storico, rivissute e commentate con la partecipazione affettiva dei protagonisti, ma anche dei loro familiari e amici.
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