Colombi alla modenese la tradizione degli allevatori resiste
In via Salvo d'Acquisto a Modena l'annuale appuntamento con l'associazione dei colombofili modenesi che propongono i loro "campioni"
MODENA. Una tradizione cinquecentesca ripresa nel poema “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni. Diverse le razze autoctone in tutta Italia, le principali in Emilia. A lungo sono stati considerati non solo un hobby, ma una vera fonte di sostentamento. Gli appassionati, quando li vedono in volo, li descrivono come un “arcobaleno di coriandoli” per le colorazioni assunte dal piumaggio. Di chi si parla? Dei colombi, in particolare delle razze modenesi.
L'8 dicembre presso la sala di via Salvo d'Acquisto 161, (orario 9-13) vicino alla Rotonda, si conclude l'annuale mostra organizzata dall'Associazione colombofila del Triganino e Sottobanca modenesi (Acm). Sono 40 gli espositori che mettono in mostra quasi 700 esemplari, tra italiani ed esteri. La maggior parte sono nostrani. Li ha introdotti Mauro Martinelli, presidente dell'Acm. «In Italia ci sono otto razze -ha esordito Martinelli- ma cinque sono emiliano romagnole. Il Triganino e il Sottobanca sono quelle tipiche della nostra città, conosciute in tutto il mondo per le loro particolari caratteristiche».
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Da quando è organizzata questa mostra? «Già dagli anni Settanta -ha risposto il presidente- anche se in realtà la prima mostra ufficiale risale al 1902. Poi c'è stata la guerra. Con la fine della guerra e la ripresa economica è ricominciato il loro allevamento. Ma la colombicultura ha origini antichissime. Ogni provincia cercava, in passato, di avere volatili con particolari qualità. Così si sono formate le attuali razze».
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Che caratteristiche hanno il Sottobanca e il Triganino?
«Il Sottobanca è una razza rustica del peso di un chilo -ha aggiunto il presidente- allevata nelle campagne modenesi. Il nome deriva dal fatto che questo colombo nidificava nei porticati delle case coloniche, in particolare sotto le panche dove i contadini tenevano i sacchi di cereali. Da qui il nome dialettale “sat banc” (sotto la panca). La razza triganina, invece, è leggermente più piccola ed è tra le più invidiate al mondo per le centinaia di colorazioni che presenta». I giovani considerano ancora un hobby allevare colombi? «Non sono interessati a questo genere di attività - ha assicurato Martinelli- infatti a resistere e portare avanti questa passione a Modena, siamo 60 soci. Per non perdere un patrimonio storico culturale, oltre che zoologico, l’Acm sta promuovendo diverse iniziative per incrementare l’allevamento di questo colombo».
È vero che possono essere portatori di malattie come l'aviaria?
«No assolutamente -ha spiegato Daniele Cuoghi, vice presidente dell'Acm- è stato constatato dall'Ausl che non si possono ammalare di aviaria, come succede invece per altri volatili». Quali altri esemplari ci sono alla mostra? «Tra quelli più conosciuti: il Pavoncello italiano -ha concluso Gianfranco Lolli, consigliere dell'Acm- i
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