Gazzetta di Modena

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I segreti di Venere violati di notte

di Valentina Corsini
I segreti di Venere violati di notte

Finale. Raid dei ladri nella profumeria del centro. Le titolari disperate: bottino di almeno 15mila euro

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FINALE. Più di 15mila euro in profumi e cosmesi di marca. È Il bottino del furto messo a segno tra giovedì e venerdì notte, ai danni della profumeria “I segreti di Venere” di Finale, in pieno centro.

In un’ondata continua di furti, che continua i cittadini della Bassa e non solo - sia presso le abitazioni private che presso gli esercizi commerciali - questa volta a farne le spese è stata la nota profumeria della centrale via Nazario Sauro, in una Finale solitamente meno gravata da questo fenomeno.

Perchè è stata un’amara sorpresa per le due titolari, Eliana Fiorilla e Paola Faccin, che venerdì intorno alle 9, aprendo il negozio come tutti i giorni, si sono accorte che la porta era già spalancata.

Pessimo segnale, che una volta messo piede all’interno della loro attività, è diventato purtroppo una conferma: profumeria svaligiata.

«Nessuno ha dato l’allarme durante la notte e quindi abbiamo scoperto tutto solo il mattino seguente – racconta Paola- il banco principale, quello dietro la cassa e dove teniamo i prodotti più prestigiosi, era completamente svuotato. I ladri hanno puntato esclusivamente su profumi e cosmesi costosi e di marca, come se conoscessero dove mettere le mani: intere linee di Armani, Versace e altre griffe molto conosciute sono state tutte portate via. Stiamo ancora facendo una stima esatta della merce rubata, ma come valore siamo oltre i 15mila euro. Un vero disastro per noi, soprattutto adesso che siamo in prossimità delle festività natalizie».

Un furto “griffato”, che nelle modalità con cui è stato messo a segno, lascia trapelare anche una buona dose di organizzazione e di furbizia da parte dei malviventi di turno.

I ladri infatti, dopo aver scassinato la porta d’ingresso, una volta dentro si sono premurati subito di “oscurare” le telecamere della videosorveglianza interna della profumeria. Finale, per il resto, non possiede alcun sistema adeguato di videosorveglianza pubblica, un limite destinato prima o poi a manifestarsi in tutta la sua gravità.

«Ci siamo ritrovate le telecamere installate per la sorveglianza interna, tutte girate verso il soffitto –afferma Eliana- e dalle impronte che c’erano sullo sgabello dietro la cassa, abbiamo immaginato che abbiano usato quello per raggiungerle e “coprire” così i loro volti e il furto. E per essere sicuri di non rendersi riconoscibili in alcun modo, si sono poi portati via il videoregistratore collegato alle telecamere e il processore del computer. Per fortuna non hanno svaligiato nè le vetrine contenenti i gioielli Swarovski e in argento, nè quelle della bigiotteria, e anche se è il primo furto che subiamo in 5 anni di attività, più di 15mila euro di profumi di marca rubati in una volta sola non sono stati affatto un bel regalo».

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