L’allarme di Zavatti: «Troppi appalti con ribassi eccessivi»
Il sindacalista Cgil segnala assegnazioni con un calo del 40% e una di Aimag addirittura a -68%. E i bandi sono poco usati
Troppe gare di appalto al ribasso e ribassi troppo consistenti. Troppe procedure non pubblicizzate. E anche troppi piccoli comuni ancora ognuno per conto suo. È la conferma alcune evidenti criticità per la regione Emilia-Romagna. Lo scrive Franco Zavatti di Cgil Modena, che lancia l’allarme anche sugli appalti al ribasso e i loro rischi.
Un numero di 2.734 gare per lavori con un importo complessivo di 1.263 milioni. Rispetto all'anno precedente, il numero cala di un 12% e di poco cresce l'importo, più basso però del trend nazionale. Il 1 semestre 2015 registra però, per la nostra regione, un calo sia nel numero che negli importi dei lavori messi a gara pubblica (-5%) per evidente effetto della lunga crisi e del troppo e perdurante taglio agli investimenti pubblici locali. Anche i dati relativi alla provincia di Modena, in merito agli affidamenti di lavori nel 1° semestre di quest'anno, registrano un calo del -12,8% nel volume di spesa rispetto allo stesso semestre 2014. Altrettanto, Modena registra un calo nelle spese per forniture e per i bandi di gare nei servizi.
Dati che confermano le valutazioni preoccupate, espresse anche da Cgil.
Ma a Zavatti interessa approfondire più nello specifico le valutazioni riguardanti le “procedure e modalità prevalenti”, tuttora utilizzate dalle Stazioni Appaltanti pubbliche nelle nostre province emiliano romagnole. E ciò alla luce - oltre che delle insistenti proposte correttive del sindacato - delle specifiche indicazioni e norme espresse dall'ANAC/ Anticorruzione anche col recentissimo aggiornamento del 28 ottobre; le raccomandazioni dell'Osservatorio Regionale Appalti; le norme cogenti delle Direttive Europee; il testo di legge delega votato dalla Camera il 17 novembre.
In particolare, Zavatti sofferma su alcuni filoni delicati ed esposti ai rischi di irregolarità e possibile corruzione. «Primo. Procedure di gara adottate nei bandi di appalto. Nell'intero 2014 il procedimento di selezione della ditta per fare i lavori più utilizzato dalle amministrazioni in regione è la “procedura negoziata senza previa pubblicazione”: sono 1.152 per complessivi 363 milioni. Poi vengono gli “affidamenti diretti e cottimo fiduciario”. Infine, solo 283 le procedure con "bando" per 384 milioni di lavori. A Modena nel solo primo semestre 2015, su 316 aggiudicazioni per lavori, forniture e servizi, 94 avvengono con “procedura negoziata senza bando”».
Secondo punto: «Modalità di assegnazione dei lavori ancora troppo condizionate dal “massimo ribasso” nonostante gli impegni ai convegni. Il report 2014 per la nostra regione afferma che “il criterio di valutazione delle offerte più utilizzato è quello del prezzo più basso nell'80% dei contratti” e che “le imprese provenienti da fuori regione praticano ribassi più elevati di quelle regionali”». In provincia di Modena nel primo semestre di quest'anno per aggiudicare i lavori si sono praticati ribassi dal 20% al 30% in 36 appalti ed una decina fino oltre il 40%: Ausl, Comune di Modena, Consorzio Bonifica, Enel. Per le forniture, il record è di Hera che accetta uno sconto del 42,3%, e per i servizi è dell'Ausl con ribassi del 40%, ed Aimag addirittura del 68,8% .
Terzo punto: «Norme e procedure di fatto poco efficaci nei controlli per i tanti casi di subappalto nei lavori. Il 52% dei contratti ultimati in regione lo scorso anno vede l'ingresso di subappalti nella misura di 5.313 per un importo di 207 milioni». Commenta zavatti: «È nella catena dei subappalti che si infila più facilmente il lavoro nero, irregolare e le "imprese amiche", come emerge dalle tante inchieste anche emiliane».
Quarto aspetto: «La perdurante ed eccessiva frantumazione del numero di enti appaltanti sul medesimo territorio, regionale e provinciale. Nonostante la legge obblighi da tempo i Comuni con meno di 5mila abitanti ad unirsi per gestire gli appalti, ed un'altra successiva legge del giugno 2014 obblighi “tutti i Comuni non capoluogo” ad organizzarsi in Suza (stazioni uniche appaltanti) almeno a livello delle Unioni Comunali, la situazione è paradossalmente questa: nel solo territorio dei 47 comuni modenesi, operano ben 141 enti pubblici che bandiscono appalti».
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