Scoperti e stangati i bracconieri di Lama
I carabinieri fermano di notte un’auto con tre cacciatori: nel baule avevano un cinghiale e un capriolo
LAMA MOCOGNO. Andavano in giro di notte a cacciare fauna selvatica, in orari e in un periodo in cui è vietato, ma si sono imbattuti nei carabinieri che da tempo erano sulle loro tracce.
Così tre italiani (M.G., 65enne della zona , e B.V. 62enne e C.R. 52enne, lombardi) sono stati multati per attività venatoria in un periodo ed in orari non consentiti, nonché per aver abbattuto dei capi di bestiame.
I militari della stazione di Lama Mocogno li hanno fermati a Sassostorno nella notte tra sabato e domenica. I tre cacciatori avevano nel bagagliaio del pick up di C.R. le carcasse di un cinghiale e di un capriolo appena uccisi a fucilate.
«Sul posto – puntualizza una nota della Provincia diffusa ieri - sono intervenuti anche gli agenti della Polizia provinciale per i verificare eventuali illeciti relativi al rispetto della normativa sull’attività venatoria».
Un cacciatore è stato sanzionato per prelievo illecito di ungulati, le carcasse degli animali sono state sequestrate, ma sono tuttora in corso indagini da parte della polizia provinciale e carabinieri per verificare eventuali altre irregolarità e per comprendere le dimensioni di un fenomeno che saltuariamente emerge.
In questo periodo la caccia al cinghiale è consentita in forma collettiva e in selezione per i cacciatori di selezione autorizzati e in ogni caso non è mai consentito cacciare nel pieno della notte, precisa e ammonisce la nota della Provincia.
È possibile effettuare, con il coordinamento e l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia, i piani di controllo numerico del cinghiale per i cacciatori o agricoltori che hanno effettuato un apposito corso di formazione.
«La caccia al capriolo, inoltre, è regolamentata da uno specifico regolamento regionale per la gestione faunistico venatoria degli ungulati, viene svolta esclusivamente in forma selettiva ed è attualmente chiusa e riprenderà dal 1 gennaio 2016«, aggiunge la nota.
La polizia provinciale - il cui corpo peraltro è a rischio , in conformità con le recenti riforme governative - coordina l’attività di controllo numerico dei cinghiali per i danni al patrimonio zootecnico sulla base di una specifica regolamentazione regionale e provinciale.
L'operazione - sottolineano in Provincia - è il frutto della costante collaborazione tra polizia provinciale a carabinieri per garantire il controllo del territorio al fine di prevenire e contrastare l'attività illecita di prelievo di fauna selvatica.(a.se.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
