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Shanone Gentile: regina delle notti del divertimento a Modena

di Nicola Calicchio
Shanone Gentile: regina delle notti del divertimento a Modena

Arrivata a Modena da Parigi per “questioni di eredità” Shanone è diventata per caso star dei locali modenesi

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MODENA. Non è certo come Cenerentola che a mezzanotte vede finire i suoi sogni. Lei è una “Principessa della notte” che a quell'ora esce. Shanone Gentile, arrivata da Parigi cinque anni fa per raggiungere Formigine, è uno dei volti più conosciuti del “popolo della notte”. Shanone lavora come vocalist ed è tra le più richieste dai locali, non solo per la sua bravura ma anche per la sua bellezza. E se di notte è illuminata dalle luci rutilanti delle discoteche, quando c'è il sole si trasforma in una bravissima interprete. «Ho studiato a Parigi - spiega - e dopo il diploma ho iniziato una scuola per diventare stilista. Ma poi ho interrotto gli studi. Ho lavorato come segretaria, nelle banche. Finchè un giorno la vita mi ha messo davanti ad un bivio: e così ho lasciato la Francia per venire a Formigine in una casa che ho ereditato dai miei genitori e che condivido con mia figlia di tre anni e mezzo». Shanone parla cinque lingue (francese, italiano, inglese, spagnolo e arabo) ed è per questo che si sposta continuamente là dove è richiesta la sua professionalità. «Da gennaio però - spiega - avrò un lavoro più stabile e forse mi sposterò meno».

Cos'è una vocalist?

«Il vocalist è colui o colei che si occupa di mantenere calda l'atmosfera del locale ed accompagna per tutta la notte chi balla. In Italia è una figura nata da una decina di anni che accompagna quasi sempre il dj».

Che caratteristiche deve avere?

«Il vocalist deve essere dinamico, solare e positivo perché, oltre che divertirsi, deve far divertire. Poi deve amare la musica e il luogo in cui lavora».

Quando hai iniziato?

«È da circa un anno ed è nato tutto per caso. Mi trovavo in un locale dove quella sera non era arrivato il vocalist e mi invitarono a sostituirlo. Non l'avevo mai fatto prima ma mi riuscì subito naturale tanto che alla fine mi ritrovai molto soddisfatta. Poi le serate si sono ripetute fino ad oggi».

Un bilancio di quest’ anno?

«È un lavoro che bisogna fare con convinzione altrimenti è meglio smettere subito. In questo primo anno ho scoperto che il guadagno è passato in secondo piano perché avevo tanta voglia di imparare. Ogni sera è diversa dall'altra perché anche il pubblico cambia. Ho lavorato con tanti dj e da tutti ho preso qualcosa».

Come è cambiato il mondo del divertimento?

«La vocalist è una invenzione quasi tutta italiana, in Francia è una figura non di primo piano. La c'è lo speaker che apre la serata e poi tocca al dj. Piuttosto che il divertimento credo sia stata la musica a cambiare. Il divertimento è soltanto più diversificato ed è più difficile trovare locali che ospitano persone di ogni età».

Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?

«Dal lunedì al venerdì credo che un genitore debba dedicarsi alla famiglia, nel mio caso a mia figlia. Poi nei week end, magari per staccare un po’, sarei uscita con le amiche. Io comunque vado a lavorare quando mia figlia dorme ed è in compagnia della tata».

Lavorare di notte ti crea qualche problema?

«Per il momento nessuno. Sono una persona molto dinamica e abituata a svegliarmi presto e andare a dormire tardi. Quando devo lavorare di mattina prendo un paio di caffè, e non accuso la stanchezza. Considero il lavoro di vocalist come un hobby e mi diverto».

Ricevi molte proposte galanti sul lavoro?

«Da quando lavoro nei locali e pubblicizzo le serate su Facebook, di messaggi invitanti ne arrivano molti. Per non parlare delle avances quando lavoro. Per tagliare corto dico che sono fidanzata».

Musica solo di notte? Di giorno cosa ascolti?

«La musica accompagna tutta la mia vita. Anche mia figlia ama la danza e la musica. Sicuramente ha preso dalla mamma visto che in Francia ha fatto undici anni di danza. La musica l'ascolto in macchina, mentre pulisco ed ogni volta che ho voglia di rilassarmi. Scelgo cosa ascoltare in base al mio umore. Se sono triste torno agli anni 80/90 con musica americana, più soul. Se invece sono allegra mi butto sul genere commerciale».

Le discoteche tendono a scomparire per fare posto ai risto-music. Cosa ne pensi?

«L'idea è senz'altro positiva, evita troppi spostamenti. La gente mangia, ascolta musica live e poi decide se restare per ballare oppure tornare a casa».

Fino a quando pensi di poter lavorare come vocalist?

«Visto che lo considero un hobby, andrò avanti fino a quando continuerò a divertirmi. Evitando però di farlo quando mia figlia comincerà a frequentare i locali»

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