Barista di Montale gli vieta di fumare e lui le rifila due cazzotti
Castelnuovo. La titolare dello “Slim” colpita violentemente al volto e gettata a terra. L’uomo era stato invitato ad uscire dal locale perché aveva la sigaretta accesa
CASTELNUOVO. Accade anche che la titolare di un bar chieda ad un avventore di non fumare all’interno del proprio locale e si ritrovi non solo aggredita verbalmente, ma addirittura colpita al volto con due cazzotti, gettata violentemente a terra e immobilizzata.
In un bar di Montale. Il fatto ha avuto luogo lunedì mattina allo Slim Bar di Montale, dove la giornata scorre via normalmente fino a quando un cliente abituale decide di accendersi una sigaretta nel portico e di iniziare un andirivieni dentro e fuori dalla porta sempre con la “bionda” accesa in mano. Un comportamento che non solo infastidisce le altre persone presenti, ma è nella sostanza una violazione della regolamentazione antifumo per i luoghi pubblici.
A questo punto la titolare cinese decide di averne abbastanza ed interviene: invita l’uomo a non fumare più all’interno e di terminare la sigaretta all’esterno. Qui il raptus d’ira.
Due cazzotti in faccia. L’uomo si sporge oltre il bancone e colpisce due volte la barista in viso, infliggendole due cazzotti violenti e improvvisi. Ma l’aggressione non termina qui. La donna tenta di fuggire allontanandosi dal bancone e cercando rifugio nell’ampia sala interna, dove si trovano alcuni tavolo da biliardo, ma l’uomo la rincorre, la afferra e la sbatte con forza a terra, sfruttando la maggiore corporatura fisica rispetto alla vittima, che solo in un secondo momento è riuscita divincolarsi, mettendosi in salvo.
Un cliente abituale. «Lo vediamo spesso - dice una collega di della donna aggredita - potrei definirlo un cliente abituale, ma proprio perché lo conosciamo bene sappiamo che è un tizio poco affidabile e che continuamente disturba non solo noi, ma anche le altre persone che frequentano il bar. Anzi credo che abbia qualche problema mentale e l’azione di cui si è macchiato ne è la testimonianza».
Ieri la titolare non ha potuto presentarsi al lavoro, ancora sotto shock per la violenza subita e dolorante per i colpi ricevuti. Non ha ferite gravi, ma sicuramente più del dolore fisico è quello psicologico a segnare determinate esperienze.
Magrebino. Sul luogo sono intervenute le forze dell’ordine per accertamenti e per ascoltare sia la vittima, che ha sporto denuncia, sia gli avventori del bar, raccogliendo così tutte le informazioni necessarie all’identificazione dell’aggressore che, secondo le prime testimonianze, sarebbe di origine maghrebina.
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