Gazzetta di Modena

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Furti nelle auto di lusso: nel mirino pure Mr. Gaudì

di Rino Filippin
Furti nelle auto di lusso: nel mirino pure Mr. Gaudì

Alla Porsche Cayenne di Stefano Bonacini patron del Carpi smontati i fanali Rubati volanti e specchietti di altri Suv: saranno rivenduti in nero su Internet

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Una ragazza piange vicino alla sua utilitaria comprata da poco: qualcuno nella notte l’ha presa a sassate, probabilmente con l’intenzione di rompere i vetri dei finestrini che però hanno resistito. Poco distante, davanti a una bella villa, l’altra mattina c’era la Porsche Cayenne di Mr. Gaudì, cioè Stefano Bonacini, il patron del Carpi, senza fanali: qualcuno nella notte li aveva smontati e rubati. Così, dopo lo zero a zero con il Milan, il risveglio dell’industriale non deve essere stato piacevole.

Siamo nel quartiere di maxi ville, di fronte al club Giardino, a Cibeno Pile. I residenti, sia quelli facoltosi proprietari di vetture costose, sia chi possiede auto più popolari, sono preoccupati. In queste notti infatti i malviventi si sono letteralmente scatenati andando a cercare soprattutto accessori di vetture di lusso. Così risulta che sono state prese di mira Porsche, Range Rover, Mercedes e altre marche famose. A una vettura sportiva tedesca è stato addiruttura smontato il volante.

«L’altra mattina - dice un residente - ho notato la vettura di Bonacini, parcheggiata davanti alla sua villa, con i fanali mancanti. Allora ho capito che doveva essere tornata in azione la banda che ruba gli accessori da auto di lusso». Ma non sono mancati, come dicevamo, anche casi di utilitarie prese di mira, ma in questi casi probabilmente si tratta di altri ladruncoli a caccia di oggetti lasciati negli abitacoli. Ovviamente non sono mancati i furti di specchietti: si tratta di un’attività seriale, quasi metodica. E anche piuttosto redditizia, visto che il costo di una coppia di specchietti oscilla fra i 500 e i 600 euro.

Quasi certamente si tratta di accessori per auto di lusso che sono stati già rimessi sul mercato “nero” così come in quello sempre più rilevante (in termini di “fatturato”) di internet. È sempre più importante, infatti, il giro “non ufficiale” dei ricambi per automobili, incentivato anche dal periodo di crisi. Così tanti, invece di prediligere un pezzo originale, di prima scelta, acquistato dalla casa produttrice o da un rivenditore autorizzato, si cerca di spendere meno comprandolo su internet, chiudendo magari un occhio, e probabilmente anche tutti e due, sulla qualità dell’oggetto e sulla sua provenienza.

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