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I ladri in casa sono suoi conoscenti

I ladri in casa sono suoi conoscenti

Picchiato in faccia da 2 connazionali che poi scappano sul tetto e fanno la malora

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Tutto in una notte, come nel film di John Landis. Torna a casa e trova due conoscenti che stanno frugando nei cassetti per derubarlo mentre la moglie è in un’altra camera. Lo picchiano in faccia. Chiama la sorella che avverte la polizia. E quando la polizia arriva i due ladri scappano sui tetti restando acquattati tra i comignoli finché uno viene fatto scendere dai vigili del fuoco e l’altro entra in casa e fa la malora: spacca una vetrina e con un pezzo di vetro prima minaccia gli agenti poi minaccia di tagliarsi la gola, mentre la donna e un quarto uomo apparso dal nulla fingono di collaborare con gli agenti per poi cercare di scappare. Conclusione della notte movimentata: i quattro sono finiti in questura, uno è agli arresti e tre denunciati.

Tutto per trenta euro in contanti. È il bottino messo assieme dai ladri. Almeno questa è la versione data dalla vittima, perché questa storia è tutt’altro che chiara.

È accaduto nella notte tra lunedì e ieri in una casa all’inizio di via Saliceta Panaro, non lontana da via Emilia Est.

Intorno alle 21.30 una donna rumena disperata chiama il 113 raccontando di abitare in via delle Rose, in centro storico. Non chiede aiuto per sé, però, bensì per il fratello che da quale tempo abita in un sottotetto al terzo piano di una palazzina di via Saliceta Panaro. La donna implora gli agenti di andare subito perché il fratello è in pericolo, ha i ladri in casa. Sono due suoi conoscenti, sempre rumeni, che ha trovato in casa quando ha aperto la porta intorno alle 18 al rientro dal lavoro. Lo hanno gonfiato come una zampogna.

Una pattuglia della Volante parte subito, senza sapere però che il rumeno rapinato in casa sua è intanto andato al pronto soccorso del Policlinico per farsi medicare la faccia tumefatta. E lì sta ripetendo una storia identica ad altri agenti. Poco dopo la polizia bussa alla porta dell’appartamento di via Saliceta. Nessuno apre ma si sentono voci e rumori ma nessuno apre. Poi intorno alla mezzanotte i due ladri tentano una sortita e scappano sul tetto. Gli agenti li notano nel buio nascosti tra i comignoli. Passa un’ora. Viene chiamata l’autoscala dei vigili del fuoco. Uno dei due ladri decide di scendere, mentre l’altro, un uomo corpulento e piuttosto violento, torna giù nell’appartamento. Quando la polizia fa irruzione lo trovano insieme con una donna sui quarant’anni e un altro giovane rumeno comparsi dal nulla, appena entrati da un’altra stanza. All’improvviso il ladro spacca una vetrinetta e, dopo essersi ferito, afferra un pezzo di vetro affilato minacciando gli agenti e poi, quando capisce che non fa paura, minaccia di tagliarsi la gola tenendo premuta la lama di vetro contro la carotide. Per la polizia sono momenti lunghi e difficili. Alla fine l’uomo cede e viene disarmato e dopo una collutazione lo ammanettano.

La donna e il quarto uomo fingono di voler scendere con gli agenti ma poi sgusciano via come anguille. Anche loro sono presi, bloccati e portati in questura. Il ladro in casa viene arrestato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Denunce per resistenza anche per gli altri tre. La polizia chiarisce che la donna, una 40enne, è la moglie del rumeno rapinato dai conoscenti. Come mai si trovasse in casa con i tre uomini quando il marito è tornato dal lavoro e cosa stesse succedendo, non è affatto chiaro.

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