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Pmi, una lieve ripresa nel terzo trimestre Boom della maglieria

Pmi, una lieve ripresa nel terzo trimestre Boom della maglieria

Da 15 mesi i dati sono positivi, bene anche la meccanica Venturi: «Per investire servono interventi sulla tassazione»

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È da quindici mesi, ovvero cinque trimestri, che le piccole e medie imprese manifatturiere modenesi, quelle che arrivano al massimo a 50 dipendenti, registrano segni di positività.

Anche il terzo trimestre del 2015, infatti, si è chiuso con un segno più, un +1,9 per cento per essere precisi per quanto riguarda la produzione, che tuttavia si scontra con un fatturato stabile, cioè rimasto agli stessi livelli dell'anno scorso, ma torna il segno più (+0,8 per cento) per quanto riguarda l'occupazione.

È la lenta ripresa delle pmi geminiane testimoniata dai dati elaborati dall'ufficio studi di Cna, insieme alla Camera di Commercio di Modena. I segnali sono contrastanti a livello settoriale, dove a tirare il gruppo continua a essere la meccanica di precisione, che cresce in doppia cifra.

Il settore delle macchine e apparecchi meccanici, infatti, registra un incoraggiante +15% per ciò che riguarda la produzione nel terzo trimestre di quest'anno, mentre il fatturato cresce di un +4,8%. Il settore dei prodotti in metallo, che rappresenta la meccanica pesante, registra una stabilità per la produzione e un +1,8% per il fatturato.

Exploit della maglieria, con un +7,9% registrato dalla produzione e un +2,2% se si guarda al fatturato.

A sorpresa per il secondo trimestre consecutivo rimane il segno meno nell'alimentare, che registra un -8% per quanto riguarda la produzione e un -5,8% per il fatturato. Scivola anche l’abbigliamento con un -10,4% sia per quanto riguarda la produzione che il fatturato. Spostando lo sguardo al biomedicale, invece, ecco che ritorna il segno più: +1,9% per la produzione, +5,9% per il fatturato, valore più elevato dovuto all'alto contenuto tecnologico della produzione. Le apparecchiature elettriche ed elettroniche, infine, registrano un -2,5% per la produzione e un -1,9% per il fatturato.

«Sono numeri – commenta Umberto Venturi, presidente di Cna Modena – che confermano il consolidamento di un clima diverso, sicuramente più positivo di quello che abbiamo respirato sino a poco tempo fa. Rimane il fiato corto determinato da un fatturato che non cresce come la produzione e che quindi non consente di alimentare come potrebbe la spesa per investimenti, che rappresenterebbe un volano importantissimo per un’economia come quella modenese. Ma non è solo la congiuntura economica a determinare questo fiato corto».

Il pensiero di Venturi va alla questione fiscale. «La legge di stabilità – prosegue – ha dato segnali positivi importanti, ma rimangono ancora troppe zone oscure. Non ne possiamo più di pagare imposte su redditi non ancora incassati, del fatto che gli utili non distribuiti delle imprese di persone non siano soggette allo stesso regime fiscale delle società di capitali. È inaccettabile pagare l'Imu sugli immobili che servono a lavorare senza poterla integralmente dedurre. È difficile giustificare una diminuzione del 35% degli impieghi bancari verso il settore dell’artigianato, come si è verificato negli ultimi sette anni. Con una tassazione totale che supera il 62,2% degli utili (contro il 40% che si paga nel resto d’Europa), come è possibile fare sviluppo, in termini di investimenti sia strumentali e di capitale umano?». (f.b.)

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