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"Presepe tra la gente", lo spettacolo della Natività in via Montecuccoli

"Presepe tra la gente",  lo spettacolo della Natività in via Montecuccoli

Aperto in viale Montecuccoli la mostra che propone una ricca proposta di natività di tutti i tipi. A cominciare dal Il “Presepe riflesso” che sorprende il visitatore

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MODENA. Un’opera che lascia a bocca aperta. Ieri è stato inaugurato l’undicesimo “Presepe tra la gente” in viale Montecuccoli 8. Tante le scene della Natività in mostra fino all’Epifania. Nell’elenco rientra a pieno titolo il “Presepe riflesso” dell’Associazione culturale presepisti di Modena.

«Sono serviti quattro anni di lavoro - ha riconosciuto Untimio Croci, presidente dell’Acp - e dieci quintali di stucco». La particolarità? È contenuta nel nome. Alcune figure, infatti, non sono fisicamente dove appaiono. Si vedono riprodotte (in scala man mano decrescente) fino a dieci volte. Un gioco di specchi che, complici le leggi dell’ottica, fa sembrare lo scenario più grande di quanto realmente sia. «Un presepe di un metro quadro - ha ripreso Croci - “diventa” così di cento metri quadri Il sindaco Muzzarelli è rimasto senza parole. Abbiamo realizzato una delle più grandi mostre in città».

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Già, perché in sala ci sono altre rappresentazioni. Una seconda è siglata dall’associazione, le altre sono merito di scambi tra presepisti.

«Utilizziamo materiali semplici - ha ribadito Marco Puviani, vicepresidente dell’Acp - come il polistirene, la scagliola, la terra. Alcuni alberi riusciamo a farli con rami, a volte unendone diversi in base all’ispirazione. Le statue, invece, le compriamo». Tra le sigle di presentazione si notano diversi nomi: Modena, Spilamberto, Carpi, Reggio, Padova… Un’opera è stata realizzata da Antonio Pigozzi, tra i più celebri nel settore a livello italiano; un’altra è il frutto del lavoro di una giovane del territorio. Ci sono esterni e scene domestiche, in cui appare anche un presepe dentro un presepe. «Si vedono le vecchie famiglie di una volta - ha concluso Croci - come quelle che si trovavano a Modena dai sessanta agli ottanta anni fa». (g.f.)

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