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I ladri cuociono e mangiano lo zampone

I ladri cuociono e mangiano lo zampone

Castelfranco. Secondo colpo in 60 giorni in una villa di campagna. I proprietari: «Siamo esasperati»

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CASTELFRANCO. I coniugi Pulga non ne possono davvero più: «È la seconda volta in due mesi che i ladri ci entrano in casa. Siamo davvero stanchi». Così si sfogano Franca Lei ed il marito Giorgio, finiti ancora nel mirino dei banditi. La loro casa si trova in via Emilia Est, in campagna, all’altezza della rotonda che porta all'autostrada. «È una casa isolata. Anche se di notte i lampioni illuminano la zona a giorno, i vicini purtroppo possono vedere poco». Situazione che deve aver fatto gola ai malviventi, che hanno scavalcato la recinzione e si sono introdotti nell’edificio a fianco della villa, un’ex stalla; da qui hanno rubato un flessibile e si sono diretti verso una delle porte di casa. Hanno quindi scassinato la serratura e, con l’aiuto del flessibile, si sono aperti la via attraverso le inferriate.

I coniugi Pulga non erano in casa: «Noi non dormiamo lì - spiega Franca - Noi abitiamo a Castelfranco. Quella era la casa della mia mamma, e stavamo traslocando».

Al loro arrivo, ieri mattina, i coniugi trovano un ambiente devastato: i ladri avevano messo a soqquadro le stanze alla ricerca di tutto quello che potevano portare via. «Hanno rotto la porta che dà sul terrazzo, forse pensando che portasse in una stanza». Si sono accaniti su tutto, comprese una vetrata protetta da un’inferriata e la porta di un ripostiglio. E non è tutto: hanno anche aperto il frigo ed estratto uno zampone, che, per ingannare il tempo e la fame, hanno cotto nel forno a microonde e consumato in giardino. «Non era nemmeno l’unico zampone - commenta la signora - e nel frigo c’erano anche forme di formaggio sottovuoto, che avrebbero potuto rivendere. Per il resto hanno rubato delle catenine, per lo più bigiotteria. Probabilmente sono dei disperati. Anche se, in realtà, adesso siamo più disperati noi di loro».

I coniugi, infatti, hanno ricevuto un’altra visita il 4 ottobre: «Anche allora hanno fatto un gran macello per rubare poche cose. Ed è dal 2013 che subiamo furti. In quell’anno vennero addirittura tre volte. Siamo davvero stanchi».

Enrico Vincenzi

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