Lanciata la raccolta firme per “salvare” Spilamberto
Un gruppo di cittadini si mobilita per opporsi alle strategie di fusione tra Comuni «Abbiamo la nostra identità e il benessere è garantito: perché andare con altri?»
SPILAMBERTO. Torna alta la tensione sull’ipotesi di una fusione tra Comuni dell’Unione. La contrarietà al possibile scenario (al momento, infatti, solo di ipotesi si sta parlando, poiché Nomisma, società incaricata dall’Unione, ne sta studiando la fattibilità) arriva da Spilamberto, dove alcuni cittadini di diversa estrazione politica stanno lanciando in questi giorni una raccolta di firme per fare sentire la propria opposizione alla strategia.
I primi firmatari (rigorosamente in ordine alfabetico) sono infatti: Illias Aratri, Manuela Ascari, Daniela Barozzi, Luigi Barozzi, Enrico Bertesi, Enrica Biagi, Omer Bonezzi, Christian Carlino, Cesare Cevolani, Federico Corsini, Luigi Cremonini, Loris Cristoni, Alessandro Damiano, Antonio Ferrara, Pier Maria Ferrari, Paola Forghieri, Laura Galloni, Graziano Giacobazzi, Umile Gioia, Samuele Lambertini, Daniele Marsigli, Flavio Odorici, Alessandra Sirotti, Vittorio Trenti, Giuseppe Vecchi, Giuliano Zanasi e Maurizio Zanasi.
In una nota comune, i primi firmatari della petizione spiegano: Siamo un “gruppo di cittadini per Spilamberto”, con storie umane, professionali e politiche diverse, che si sono incontrati e hanno deciso di adoperarsi per salvare il Comune, la sua identità e la sua storia dal pericolo di scomparire, annegato nello stagno della “fusione” dei Comuni. Siamo orgogliosi di essere cittadini di Spilamberto, una comunità plurisecolare, e siamo consapevoli che i Comuni della nostra dimensione sono ottimali per qualità della vita e dei servizi il cui costo, pro-capite, è più basso sia rispetto ai Comuni piccolissimi sia a quelli più grandi. Inoltre, non vogliamo che i nostri figli vivano in una comunità grigia e disanimata, non vogliamo che i nostri centri abitati diventino dei dormitori senza volto e senza storia, e per questi motivi intendiamo lottare. Abbiamo pertanto elaborato e sottoscritto un appello dal titolo: “No alla liquidazione del Comune di Spilamberto” e chiederemo a tutti i cittadini di condividerlo, di firmarlo e di aiutarci a raccogliere le firme».
Intanto, lo studio di Nomisma sulla fusione va avanti e, nelle scorse settimane, è stata anche formata un’apposita commissione del consiglio dell’Unione per seguirla passo a passo. Molto probabilmente, dallo studio non sortirà l’ipotesi di un’unica fusione tra tutti e otto i paesi che compongono l’Unione, ma saranno formulate ipotesi di accorpamento tra due-tre Comuni contigui e omogenei per territorio. Dopodiché, sarà la politica che dovrà decidere se e come procedere su un eventuale percorso che tanto piace ai piani alti della Regione.
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