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SISMA.12 RECLAMA LA PROROGA

Mutui sulle case inagibili, lettera ai politici

Mutui sulle case inagibili, lettera ai politici

Sisma.12, l’associazione dei terremotati della Bassa che da tempo esamina criticamente la ricostruzione, scrive ai politici sulla questione dei mutui. Lo fa sapere in una nota descrivendo «un certo...

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Sisma.12, l’associazione dei terremotati della Bassa che da tempo esamina criticamente la ricostruzione, scrive ai politici sulla questione dei mutui.

Lo fa sapere in una nota descrivendo «un certo imbarazzo, alla vigilia del quarto inverno dal sisma del 2012, nel dover ancora richiedere una proroga della sospensiva dei mutui sulle case inagibili».

«Imbarazzo perché ci sembra di dover quasi elemosinare una cosa che, secondo logica, ci spetterebbe senza discussione alcuna; stiamo infatti parlando di sospendere le rate di un mutuo stipulato sulla casa di abitazione fino a che la stessa non torni fruibile. E questo considerando che, al di là del disagio oggettivo di una sistemazione precaria che dura da più di tre anni e mezzo, i terremotati in questo periodo devono anche affrontare di tasca propria una lunga serie di spese per la risistemazione dell’immobile danneggiato per riuscire ad ottenere una effettiva abitabilità dello stesso. Alla faccia della copertura del 100% dei danni subiti», tuona il comunicato.

Lo scorso anno la legge 93 del 26 giugno, con la conversione del DL 74, aveva previsto una proroga, ma solo fino al 31 dicembre 2015.

«In realtà, con 8.362 progetti presentati su 16.980 unità abitative coinvolte (dati Regione al 30 ottobre) siamo ben lontani dal raggiungimento di quel risultato - dice Sisma.12 - In un Paese normale, a questo punto, il Commissario Delegato, i Parlamentari e gli Amministratori locali, ognuno per le proprie competenze, si sarebbero fatti carico del problema ed avrebbero sanato la situazione, spostando la proroga, quantomeno, al 31.12. 2016».

Sisma.12 sospetta che nei pensieri di tanti politici - non tutti, sottolinea citando due casi, due parlamentari che hanno presentato un apposito emendamento - «non ci siano le problematiche derivanti dalla non-ricostruzione della Bassa. Per questo abbiamo provveduto noi a ricordargliele. Restiamo in attesa di un cortese, meglio se sollecito, cenno di risposta», conclude la nota.

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