Processo Aemilia, l’indifferenza di Delrio
«Non ha importanza che si celebri a Reggio». Intanto a Bologna le ultime difese davanti al Gup
«Non ho seguito la vicenda. L'importante è che si celebri il processo. Dove si terrà non è rilevante». Con queste parole, il ministro Graziano Delrio, peraltro ex sindaco di Reggio, già finito al centro delle polemiche per il controverso pellegrinaggio para-elettorale in Calabria (su quale gli ha chiesto spiegazioni anche la Dia) ha mostrato tutta la distanza dall’argomento “sede del processo Aemilia”. Argomento all’ordine del giorno, e che fa infuriare tra gli altri la senatrice del Gruppo Misto Maria Mussini: «Trovo la dichiarazione del ministro Delrio molto grave, soprattutto perché è stata formulata da chi ha amministrato la nostra città in uno dei momenti in cui avvenivano i fatti incriminati».
La parlamentare evidenzia un vulnus che, da quando è cominciata, la mobilitazione - di sindaci, associazioni, istituzioni locali - per tenere il processo a Reggio, ha sempre avuto: alla guida di questo movimento d’opinione non c’era colui che è senza dubbio l’autorità politica più importante della città: «Ci si aspetterebbe, al contrario» ha scritto la senatrice Mussini.
Come noto il processo nella fase dibattimentale rischia di finire fuori regione, uno smacco cui parte dell’Emilia “violata” dalla mafia alla calabrese non vorrebbe cedere.
In questi giorni sempre a Reggio sono in corso i sopralluoghi da parte dei tecnici del ministero di giustizia. Dopo l'incontro di giovedì scorso a Roma, alcuni incaricati del mistero hanno visitato il palazzo di giustizia. Tra le ipotesi che si starebbero vagliando quella di schermi video installati in vari punti per poter seguire le udienze, e quella dell'informatizzazione di centinaia di fascicoli per velocizzare il lavoro di magistrati e avvocati.
Le udienze potrebbero essere celebrate in una tensostruttura, che la regione si è detta disponibile a finanziare. Resta però irrisolto il nodo della sicurezza, e in particolare dell'organico delle forze dell'ordine. Su un eventuale aumento degli agenti non ci sono infatti rassicurazioni da parte del ministero. Anzi.
Intanto tra oggi e domani si concludono le arringhe degli avvocati difensori alll’udienza preliminare, in corso a Bologna. Sono un centinaio su 236 gli imputati che hanno chiesto di patteggiare o un rito abbreviato, come il tecnico Gerrini di Finale. Il loro processo si terrà a Bologna in gennaio.
Gli altri, come i Bianchini, hanno chiesto il proscioglimento. Se non lo otterranno, potrebbero dunque essere processati fuori dall’Emilia.
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