Rapina in villa: chiesti 12 anni per gli imputati
Serramazzoni. Alla sbarra il geometra Aires Gilioli e Salvatore Loreto Confronto tra esperti sul valore dei vasi estruschi rubati: valutazioni diversissime
SERRAMAZZONI. Quattro anni di carcere e 1.500 euro di multa per Aires Gilioli, otto anni e 2.500 euro per Salvatore Loreto: sono queste le richieste avanzate ieri dal pm Pasquale Mazzei nei confronti dei due imputati per la rapina choc in villa che il 18 marzo 2014 fece precipitare nell'incubo la famiglia di un imprenditore di Serra, colpendo tutto il paese per la violenza con cui fu perpetrata. Bottino, vasi e gioielli per cui un anno fa la polizia arrestò Salvatore Loreto, già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, Aires Gilioli, geometra modenese incensurato considerato l’architetto del colpo, e Adriano Pasqual, legato in passato alla mala del Brenta, che ha scelto l’abbreviato. Alle sue richieste si sono aggiunte quelle della famiglia costituitasi parte civile, che attraverso l'avvocato Fausto Gianelli ha presentato domanda di una provvisionale da 500mila euro per ciascuno dei coniugi e 300mila per il figlio minorenne che, all'epoca dei fatti, i banditi minacciarono di uccidere con una pistola a silenziatore. Si è invece riservato di quantificare in separata sede il danno materiale per i monili non ancora ritrovati. Ed è proprio da questi che è partita la lunga udienza, con il confronto tra due superesperti sulla loro origine etrusca o meno. Non un duello all'americana, come era stato ipotizzato, ma due deposizioni separate e diametralmente opposte. Appena tornato dalla Cina, Armin Silbernagl, noto esperto milanese allievo dello storico dell'arte e politico Ranuccio Bianchi Bandinelli, come consulente di parte civile ha ribadito di aver sottoscritto una perizia che valuta in 19.450.000 euro i gioielli, ma incalzato dall'avvocato Enrico Fontana (per la difesa Gilioli) e dietro espressa domanda del giudice Barbara Malvasi, ha detto che il valore è da considerarsi ipotetico perché per attestarne l'autenticità sarebbe necessario un esame scientifico. Molto analitica la relazione del prof Stefano Bruni dell'Università di Ferrara che, convocato da Fontana per una controperizia, ha detto di non avere alcun dubbio sulla non autenticità dei gioielli, valutati in non più di 13.500 euro. Quindi si è passati alle arringhe in vista della sentenza di gennaio: Mazzei ha chiesto la condanna per rapina pluriaggravata con sequestro di persona, accusando Gilioli di essere stato la mente del colpo che portò tre finti finanzieri a fare irruzione in casa mentre la famiglia aspettava l'arrivo di fantomatici compratori trovati dall'ex sindaco Luigi Ralenti e da Loreto, presenti e parimenti legati ma che anche in seguito non denunciarono il fatto. Mazzei ha parlato di “un festival della menzogna, a cui ha aderito anche Ralenti dicendo alla famiglia che nella trattativa non c'era Gilioli, con cui avevano avuto screzi, ammettendo poi la falsità. Pensava di guadagnare centinaia di migliaia di euro solo nel fare da intermediario, ma non ci sono prove del suo legame con gli altri, per questo è stato sentito solo come testimone”.
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