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Tasse, nel 2016 aumenterà ancora la Tari a Modena

di Davide Berti
Tasse, nel 2016 aumenterà ancora la Tari a Modena

Imu e Tasi in parte azzerate dal Governo, non si potrà agire nemmeno sull’Irpef, così al Comune restano i... rifiuti

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MODENA Il 2016, per i cittadini modenesi, sarà un anno di aumenti sì, ma misurati: le tasse non si toccano, la Tari crescerà ancora.

È quanto contenuto nel Dup, il documento unico di programmazione, che traccia le linee del prossimo bilancio. Il Comune lo presenterà questo pomeriggio e il primo elemento che emerge è proprio questo: Imu, Tasi e Irpef invariate, Tari in crescita per sopperire alla quota sempre più alto di evasione e, come dice il documento «contenere i costi del gestore», cioè Hera. Particolare non di poco conto che non farà proprio piacere ai contribuenti.

I cittadini di Modena, per quanto si legge nel Dup firmato giunta Muzzarelli che oggi arriverà in aula «beneficeranno integralmente della cancellazione dell’imposta sull’abitazione principale e non ci saranno aumenti di altri tributi e dell’addizionale Irpef». Dopo la presentazione di oggi da parte del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dell’assessore al bilancio Ludovica Carla Ferrari, ci sarà la discussione sul provvedimento - che definisce l’orizzonte strategico e indica gli indirizzi del bilancio 2016 e del triennale - che si svolgerà nella prossima seduta di giovedì 17 dicembre.

Le indicazioni del Dup tengono conto dei contenuti della Legge di stabilità in discussione in Parlamento che non pongono particolari problemi al bilancio comunale dopo la manovra del 2015 che ha adeguato strutturalmente le entrate. Accanto a questo va ricordato che è prevista per il 2016 l’abolizione dell’Imu/Tasi (Tasi abitazioni prima casa, Imu macchinari imbullonati, Imu terreni agricoli), una detassazione che afferma che ai Comuni verrà restituito integralmente il gettito non più riscosso sotto forma dei tributi locali eliminati, «ma sulla base delle cifre previste dal Ministero dell’Economia e Finanza, secondo la stima degli uffici comunali non vi sarebbe una piena copertura».

Allo stesso tempo, però, la revisione del Patto di stabilità prevista dalle norme nazionali «viene incontro alla scelta di rilanciare la politica degli investimenti per l’edilizia scolastica, la smart city e la cura della città» con un indirizzo chiaro rispetto alle risorse: non sono previste ulterisio dismissioni di quote di società partecipate. «Le riconversioni patrimoniali operate nel 2015 – spiega il documento – consentono di rispettare gli impegni per l’edilizia scolastica e forniscono una leva adeguata per l’impiego dei finanziamenti europei».

Le previsioni sono che una moderata ripresa dell’attività edilizia e i provvedimenti dello “Sblocca Modena” dovrebbero consentire «un miglioramento delle entrate in conto capitale, ma sarà opportuno lavorare anche sul versante della trasformazione di spesa corrente in spesa per investimenti per la cura della città». La modifica del Patto di stabilità, inoltre, consentirà altresì di valutare con attenzione e prudenza l’eventuale ricorso al credito per interventi di grande rilevanza strategica. Sempre nel Dup che regolerà il triennio 2016/2019 saranno verificate le politiche tariffarie - si legge - alla luce della nuova Isee, «con lo scopo di aumentarne il livello di equità».

Il Comune sottolinea anche come proseguirà il rilancio degli investimenti, confermando la “quota 90” (milioni), annunciata esattamente un anno fa.

La spesa corrente, dice il documento, sarà strutturata «per difendere, qualificare, espandere i servizi attraverso il re-design di processo e dei servizi stessi volto al miglioramento dell’efficienza e al potenziamento della qualità. Prosegue il rilancio degli investimenti, anche senza ulteriori riconversioni patrimoniali, con forti azioni per attivare finanziamenti Ue, contributi dalla Regione Emilia Romagna, e Stato e una moderata ripresa dell’edilizia più eventuali contenute operazioni di conversione di spesa corrente in conto capitale sarà possibile sostenere gli investimenti per edilizia scolastica, smart city ed infrastrutture strategiche e cura della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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