Gazzetta di Modena

Modena

Bullismo a Modena, in due anni vittime raddoppiate

di Andrea De Carlo
Bullismo a Modena, in due anni vittime raddoppiate

L’analisi del fenomeno dopo il caso denunciato al Corni: il 15 per cento dei ragazzi dice di aver subito violenze dai compagni

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni».

Questa la definizione del fenomeno data da Dan Olweus nel 1996, noto autore di libri contro il bullismo nelle scuole. Passano gli anni, ma il tema degli insulti ai danni di pari, spesso adolescenti, resta di prepotente attualità. Anche a Modena. Quanto successo all’istituto Corni obbliga a rimettere in discussione i giovani, la famiglia e le istituzioni, quella scolastica nel caso specifico, al fine di arginare un fenomeno spesso in fase quiescente ma in realtà vivo e presente in tutta la Penisola. A dimostrarlo i singoli episodi ma ancor di più i dati resi noti dal centro nazionale di ascolto Telefono Azzurro.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12590680:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/12/10/news/bullo-entra-in-classe-alle-corni-di-modena-e-ferisce-studente-1.12590680]]

Secondo quanto rilevato, su 3333 consulenze ben 485 ragazzi (14,6%) hanno affermato di essere vittime di bullismo o cyberbullismo, inoltre, una recente indagine di Doxa Kids mostra che su un campione di oltre 1500 giovani intervistati, di un'età compresa tra gli undici e i diciannove anni, il 35% ha dichiarato di aver subito atti di violenza da propri coetanei. Il trend inoltre pare essere in aumento. La percentuale dei bulleggiati è passata infatti dal 13% del 2013 al 16,5% del 2014, mostrando un raddoppio rispetto a due anni prima, in cui la percentuale ammontava a 8,4%. Altro emblematico studio è quello condotto dall'associazione Via Sant’Ignazio per conto della provincia di Trento. Il 27% degli intervistati afferma di essere stato vittima di bullismo a scuola in aula, il 14% nei corridoi, il 16% in cortile e il 20% al di fuori delle zone scolastiche, ad esempio in strada, nelle piazze, in corriera o all'interno di bar. Il 30% dei bulli si trova nella stessa classe della vittima, il 12,2% è un coetaneo interno all'istituto e il 21,4 % al di fuori dell'ambiente scolastico.

Interessante anche il dato inerente al tipo di bullismo che i giovani subiscono: il 30% risulta essere di tipo verbale, il 23,4 per cento è rappresentato da calunnie, l’11% sono minacce e infine il 3,4% è violenza psicologica. E i docenti, che ruolo hanno? Su 197 insegnanti intervistati (di cui il 61% con oltre vent'anni di esperienza nel settore) l'80% denuncia di aver assistito a episodi di bullismo, il 16% una o più volte durante la settimana. Secondo i professori la prepotenza è legata principalmente a provocazioni (52%), negazione di eventuali problemi (16%) e rifiuto di spiegazioni (16%).

Infine particolarmente interessante il punto di vista del ragazzo bullo che, il più delle volte, da la colpa a terze persone, oppure nega il problema o si giustifica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google