Crisi nel Pd provinciale Bursi: «Non mi dimetto»
Il segretario chiarisce la sua posizione: «Su di me deciderà l’assemblea a gennaio Se qualcuno si è sentito escluso cercheremo di rimediare. Farò le consultazioni»
«Io mi metto quotidianamente in discussione. Io non mi dimetto: il mio compito è di andare in assemblea a gennaio, prima possibile, e sarà l’assemblea a decidere. L’obiettivo è poi, nello stesso mese, di ricomporre la segreteria. Mi sono arrivati diversi messaggi di auspicio a continuare il mio mandato. Inoltre, ho passato molto tempo a dialogare con figure rappresentative del territorio: se qualcuno si è sentito escluso cercheremo di capire quali sono stati i “buchi”».
Il dialogo: questa la parola d’ordine pronunciata più volte ieri pomeriggio alla sede Pd di via Rainusso, dalla segretaria provinciale Lucia Bursi, nel tentativo di mettere ordine alla bufera che ha investito il partito, allo “spettacolo di Modena”, che sbigottisce la gente, per parafrasare le parole del governatore della Regione Bonaccini. «Ho registrato il disagio, manifestato anche dalla scelta di rassegnare le dimissioni da parte del presidente della direzione provinciale Giovanni Taurasi, il quale, non è un segreto appartiene alla componente che non è mia sostenitrice, che un paio di anni fa ha supportato Schena – commenta Bursi – e ho preso atto degli ulteriori disagi di una parte di segreteria che ha presentato un ordine del giorno non condiviso. Credo che questo, tuttavia, non sia un litigio soprattutto adesso che diverse sfide ci aspettano, tra cui elezioni imminenti in sei Comuni della provincia. Non sono io che faccio un passo indietro. Non perché io sia legata alle poltrone: avrei avuto l’opportunità di fare altre scelte, altrimenti. In questi anni, inoltre, ho trascorso molto tempo sui territori, non su tutti, quindi può darsi che qualcuno si sia sentito lontano dalla città, ma i tavoli che abbiamo sempre convocato sono sempre stati aperti a tutti i sindaci. Le direzioni sono state aperte a tutti i segretari del territorio. Non credo quindi che ci sia stato un esclusivo rapporto con la città che ha vissuto una fase di riorganizzazione importante. Le consultazioni avverranno sentendo figure istituzionali all’interno del partito e “voci di sensibilità”».
E Bursi ritorna sulla direzione provinciale in cui si è assistito al colpo di scena delle dimissioni di Taurasi. «La riflessione di Taurasi ha aperto una strada su cui bisogna interrogarsi: quella sera non aveva avvisato che avrebbe dato le dimissioni». E accenna agli iscritti, che si attestano oltre il 70%, con una situazione a macchia di leopardo, come a Pavullo che presenta un dato oltre il 90%: “siamo in linea con dato regionale. Stiamo lavorando per continuare il tesseramento».
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