E il museo al Drake divenne realtà
Da una sua idea il progetto per un luogo-simbolo delle auto sportive modenesi
Immerso nel presente fino al midollo con una professione che scandisce il tempo con il ritmo del quotidiano, Bellei sentiva con forza la necessità di dare memoria storica alle cronache che aveva davanti.
Come tanti pionieri troppo avanti con i tempi voleva essere in prima fila quando si trattava di valorizzare “le buone cose di Modena”, giusto per ricordare uno slogan che lanciò Giorgio Fini e la sua azienda nell’empireo della gastronomia nazionale.
Altri tempi. Fu anche tra coloro che volevano istituire a Castelnuovo Rangone qualcosa che assomigliasse al “museo del maiale” in analogia alle altre centinaia di musei dedicati al territorio di cui è ricca l’Europa. Finì che il progetto per una statua al maiale, passato per infinite discussioni, approdò in qualcosa da cui si distaccò completamente: ed è il monumentino in bronzo realizzato coi fondi offerti da un’azienda olandese che aveva una sede in paese.
Alla fine gli riuscì il sogno che accarezzava più caramente, trasformando un personaggio con cui aveva incrociato i ricordi in qualcosa di vivo e vitale. Di qui, dopo un articolo sulla Gazzetta, nacque la proposta di un museo dedicato a Enzo Ferrari e all’automobilismo sportivo modenese. Un intervento figlio di molte discussioni nei circoli che contano in città e che trovo immediatamente un terreno fertile.
L’idea di un museo, di una casa museo, trovò gli applausi del sindaco e delle forze economiche di Modena, che si accodarono e accordarono in tempi insolitamente brevi. dal Comitato promotore nacque la Fondazione che nel 2003 diede il via al percorso per espropri, gara internazionale tra i progettisti, e progetto di fattibilità finanziaria: tutto pronto, compresi gli oltre 18 milioni di euro. L’appalto partì nel 2009 e nel 2012 si arrivò all’inaugurazione della Casa Museo Enzo Ferrari.(s.c.)
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