Gazzetta di Modena

Modena

Fiaccolata in piazza per difendere l’ospedale

Fiaccolata in piazza per difendere l’ospedale

Mirandola. Un centinaio di cittadini in corteo per invitare a votare al referendum I grillini attaccano: «Inaugurano i reparti prima delle elezioni poi li chiudono»

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. “L’ospedale non si tocca, sindaco! Giù le mani dal nostro ospedale”. Oltre cento persone, ieri sera, si sono radunate davanti al Santa Maria Bianca,con fiaccole e cartelli per ribadire forte e chiaro che al referendum di domenica bisogna votare sì per ribaltare le sorti del nosocomio mirandolese, ultimo baluardo della sanità dell’Area Nord, destinato a devitalizzarsi fino a diventare un poliambulatorio. «I mirandolesi sono cittadini di serie C?», domandano alcuni cartelloni portati dai cittadini, di varia estrazione, giovani e anziani. «Le autorità mi hanno fatto togliere addirittura la locandina che ricorda il referendum dal negozio», spiega Loretta Severi, commerciante. Il corteo di manifestante è partito davanti al Santa Maria Bianca, proseguendo per il centro, attraversando le vie Fenice e Cavallotti, per poi culminare in piazza Costituente. Oltre a Ubaldo Chiarotti, presidente di “Salviamo l’ospedale della Bassa”, e Benvenuto Razzaboni, a capo del comitato referendario, presenti diversi esponenti del Movimento 5 Stelle, tra i quali il deputato Vittorio Ferraresi e la consigliera regionale Giulia Gibertoni. «Questo referendum rappresenta una battaglia di civiltà – ha spiegato Ferraresi – a tutela dell’articolo 32 della nostra Costituzione. L’ospedale di Mirandola è rimasto l’ultimo baluardo della sanità dell’Area Nord. Noi consigliamo di andare a votare sì al referendum di domenica e il Pd la deve smettere di dire che non bisogna andare a votare”. Sulla stessa lunghezza d’onda Gibertoni. “Le autorità competenti devono firmare affinchè il Santa Maria Bianca rimanga un ospedale d’area – ha aggiunto la capogruppo M5S in consiglio regionale – avere ottenuto che i cittadini possano andare alle urbe per salvare l’ospedale è un grande risultato. In più, i cittadini di Mirandola hanno una grande responsabilità verso i cittadini degli altri comuni dell’Area Nord che non hanno accesso al referendum. Quello che l’assessore Venturi ha fatto oggi è un viaggio della speranza perché il referendum di domenica vada deserto. Sono gli stessi viaggi della speranza sulle stesse distanze che dovranno percorrere i cittadini per curarsi, costretti a muoversi su strade poco agevoli, in aggiunta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google