Fiaccolata in piazza per difendere l’ospedale
Mirandola. Un centinaio di cittadini in corteo per invitare a votare al referendum I grillini attaccano: «Inaugurano i reparti prima delle elezioni poi li chiudono»
MIRANDOLA. “L’ospedale non si tocca, sindaco! Giù le mani dal nostro ospedale”. Oltre cento persone, ieri sera, si sono radunate davanti al Santa Maria Bianca,con fiaccole e cartelli per ribadire forte e chiaro che al referendum di domenica bisogna votare sì per ribaltare le sorti del nosocomio mirandolese, ultimo baluardo della sanità dell’Area Nord, destinato a devitalizzarsi fino a diventare un poliambulatorio. «I mirandolesi sono cittadini di serie C?», domandano alcuni cartelloni portati dai cittadini, di varia estrazione, giovani e anziani. «Le autorità mi hanno fatto togliere addirittura la locandina che ricorda il referendum dal negozio», spiega Loretta Severi, commerciante. Il corteo di manifestante è partito davanti al Santa Maria Bianca, proseguendo per il centro, attraversando le vie Fenice e Cavallotti, per poi culminare in piazza Costituente. Oltre a Ubaldo Chiarotti, presidente di “Salviamo l’ospedale della Bassa”, e Benvenuto Razzaboni, a capo del comitato referendario, presenti diversi esponenti del Movimento 5 Stelle, tra i quali il deputato Vittorio Ferraresi e la consigliera regionale Giulia Gibertoni. «Questo referendum rappresenta una battaglia di civiltà – ha spiegato Ferraresi – a tutela dell’articolo 32 della nostra Costituzione. L’ospedale di Mirandola è rimasto l’ultimo baluardo della sanità dell’Area Nord. Noi consigliamo di andare a votare sì al referendum di domenica e il Pd la deve smettere di dire che non bisogna andare a votare”. Sulla stessa lunghezza d’onda Gibertoni. “Le autorità competenti devono firmare affinchè il Santa Maria Bianca rimanga un ospedale d’area – ha aggiunto la capogruppo M5S in consiglio regionale – avere ottenuto che i cittadini possano andare alle urbe per salvare l’ospedale è un grande risultato. In più, i cittadini di Mirandola hanno una grande responsabilità verso i cittadini degli altri comuni dell’Area Nord che non hanno accesso al referendum. Quello che l’assessore Venturi ha fatto oggi è un viaggio della speranza perché il referendum di domenica vada deserto. Sono gli stessi viaggi della speranza sulle stesse distanze che dovranno percorrere i cittadini per curarsi, costretti a muoversi su strade poco agevoli, in aggiunta».
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