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Gli studenti e il bullismo a Modena: «Ogni giorno assistiamo a casi analoghi in autostazione»

Gli studenti e il bullismo a Modena: «Ogni giorno assistiamo a casi analoghi in autostazione»

Un viaggio tra i ragazzi degli istituti superiori: «Gli aggressori vanno isolati»

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MODENA. «Per combattere il bullismo bisogna soprattutto saper affrontare l'argomento approfondendo le motivazioni che hanno spinto il bullo a compiere quella determinata azione - ci spiega Klea Topi, studentessa del Selmi, che poi prosegue - penso che rispondere con altra violenza sarebbe inutile, anzi favorirebbe maggiormente la rabbia del bullo. Sono stata una vittima di ciò da parte di una ragazza. Quando il fatto accadde ne parlai con la mia famiglia la quale mi consigliò di affrontare questa ragazza e così ho fatto, facendole capire che non c'era bisogno di usare la violenza. Spesso i ragazzi che maggiormente vengono presi di mira sono quelli in un certo senso più deboli, spesso in disparte, timidi, “diversi” secondo i bulli. Sono prede più facili da sottomettere, considerando il fatto che essendo timide e chiuse non diranno niente a nessuno»

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. Salutiamo Klea e fermiamo Elisa P., 17 anni: «Credo che sia necessario ricorrere a delle misure delicate. Innanzitutto non bisogna abbassarsi al livello del bullo, ovvero rispondere con violenza fisica o verbale, poichè non si risolverebbe nulla. Non ho mai avuto esperienze dirette, però penso che sarebbe meglio parlarne di più a scuola, soprattutto per prevenire che questo fenomeno accada. Cosa farei se un mio amico ne fosse vittima? In primo luogo starei al suo fianco, poi lo proverei a convincere a rivolgersi ad adulti che possano aiutarlo e porre fine a tutto ciò».

Ecco due ragazzi: Giacomo T. e Gianmarco C., entrambi studenti del Corni. Il primo ci dice: «Ogni giorno avvengono risse in stazione. I veri deboli sono i bulli, che picchiano per invidia o sono violenti di natura». «Anche io la penso come lui - asserisce Gianmarco - Non sono mai stato vittima, ma ne ho sentito parlare in altre vicende collegate ad amici di miei amici. Secondo me succedono questi episodi per invidia, penso però che il fenomeno sia in diminuzione. Rispetto ad anni fa mi ricordavo di più aggressioni». Dopo i due ragazzi anche Asia S. interviene per dare la sua opinione in merito: «Il bullismo è un fenomeno purtroppo molto diffuso tra gli adolescenti, bisognerebbe sensibilizzare i giovani sull'argomento fin da piccoli, sia nelle scuole che in famiglia, facendo capire loro che le azioni hanno sempre delle conseguenze. Spesso le vittime sono indotte a sentirsi delle nullità e in un qualche modo cominciano quindi a pensare di meritarsi tutti gli insulti e gli abusi che ricevono. Ormai qualunque caratteristica diversa dalla “norma” diventa un pretesto per prendere in giro».

Un altro ragazzo, Matteo Natoli: «Penso si possa combattere il bullo semplicemente ignorandolo. Sembra un paradosso, ma in molti casi chi commette atti di questo tipo lo fa solo per farsi notare. Non sono mai stato coinvolto in prima persona, però se dovesse succedere ad un mio amico agirei aiutandolo psicologicamente, convincendolo a non dar troppo peso a offese e sfottò. E nel caso in cui subisca atti più gravi spingerlo a denunciare. I bulli prendono di mira bersagli facili, perché è insicura e ha bisogno di attenzioni, per averle colpisce chi è più debole e fragile di lui o lei».

Serena infine spiega: «È un fenomeno che conosco, anche se non ne sono mai stata vittima, per questo motivo in famiglia non ne abbiamo mai parlato in modo approfondito. Se un mio amico fosse preso di mira da un gruppo di bulli proverei a fargli capire che ciò che pensano di lui non è importante, ma in caso la situazione peggiorasse ne parlerei con qualcuno». (adc)

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