Dopo le proteste ritinteggiata la stazione
CASTELFRANCO. «Dopo le proteste dei giorni scorsi qualcuno (ferrovie o regione) è prontamente intervenuto a cancellare i messaggi d’amore in vernice nera in italo-albanese sulla rampa d’accesso al...
CASTELFRANCO. «Dopo le proteste dei giorni scorsi qualcuno (ferrovie o regione) è prontamente intervenuto a cancellare i messaggi d’amore in vernice nera in italo-albanese sulla rampa d’accesso al binario 4. Bene, ma non basta. Senza un vero presidio i vandalismi si ripeteranno presto. Infine una domanda: che se ne fanno i pendolari dell’ascia depositata nella teca in stazione? Forse è meglio pensare a servizi un po’ più utili per i viaggiatori come bagni, deposito biciclette, biglietteria...».
Lo sostiene l’architetto Alberto Schiavi, del comitato utenti della Ferrovia, che in una nota ringrazia per la tempestività con la quale questa volta le scritte che avevano vandalizzato la stazione appena ritinteggiata sono state rimosse. Gli utenti continuano a chiedere un incontro che la Regione ha singolarmente concesso e poi negato, probabilmente su pressione politica. E chiedono di poter garantire la sicurezza delle migliaia di utenti che si servono di Castelfranco. L’emergenza è scoppiata in tutta la sua gravità dopo la chiusura del presidio presso la stazione, che ha accentuato il degrado dei servizi, a dispetto di teorie e promesse. L’ascia in questione è contenuta in una teca che contiene copie di reperti storici. Prima i bagni, la sicurezza e la biglietteria, poi le teche, chiedono gli utenti.
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