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Castelnuovo. Finti mutui, truffati i clienti della banca

Castelnuovo. Finti mutui, truffati i clienti della banca

Castelnuovo. Impiegata apriva pratiche fantasma: condannata, ma i 150mila euro che ha intascato non si trovano

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CASTELNUOVO. Silva Conventi lavorava per la banca di Desio a Maranello. Era l’addetta ai rapporti con le aziende e dalla sua scrivania, tra il 2009 ed il 2010, ha effettuato movimenti a proprio vantaggio per circa 150mila euro. Soldi che ha distratto ad alcuni clienti - un paio si sono costituiti parte civile nel processo penale e sono stati rappresentanti dagli avvocati Beatrice Grisanti e Luigi Chiarello - e all’istituto di credito, difeso da Paolo Della Noce dello studio Gulotta Varischi Pino & Associati di Milano. Ieri, il giudice Francesco Cermaria, ha emesso la sua sentenza: due anni e due mesi di carcere per la bancaria, accusata di appropriazione indebita, truffa, falsità in scrittura privata e falsità in foglio firmato in bianco.

Ma nel processo ci sono almeno due curiosità: in primis l’imputata, a cui la pena non è stata sospesa, non si è mai presentata, lasciando al suo legale Marco Ferraresi la libertà di rappresentarla oltre che difenderla. «Non si è mai sentita in dovere di chiedere scusa», si dice tra i banchi delle vittime. Ma soprattutto i soldi di cui si è appropriata non sono mai stati ritrovati. Ci ha provato anche la Guardia di Finanza a svolgere alcuni accertamenti, senza però risalire al flusso del denaro, che di fatto non è stato rintracciato.

Tutto il sistema organizzato dalla bancaria è stato ricostruito in aula dove il magistrato e gli avvocati delle parti civili hanno portato a testimoniare clienti, ex dipendenti e anche un perito calligrafico che ha evidenziato come alcune firme non fossero state apposte dai sottoscrittori della pratica.

La Conventi, hanno accertato le indagini e il dibattimento, ha aperto mutui fantasma, ossia creava delle linee di credito di cui si appropriava. Di fatto truffava i clienti, ma anche la stessa banca visto che utilizzava i fondi dell’istituto di credito.

L’indagine è scattata proprio dopo una segnalazione fatta da Banco Desio, che ha annotato movimenti pochi chiari. Sono così partiti gli accertamenti della procura di Modena, poi sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio. Il giudice, infine, ha emesso ieri la sentenza in attesa poi di depositare le motivazioni. Nel frattempo ha disposto una provisionale complessiva di 270mila euro per le tre parti civile costituite (i due clienti e la banca) mentre l’istituto di credito ha già rifondato di tasca propria i correntisti truffati. Ma non c’è neppure la certezza di poter incassare i soldi proprio perché il “bottino” non si trova e la bancaria non ha la forza economica di risarcire l’ingente danno.

Francesco Dondi

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