I Bianchini martedì tornano dal Gup
SAN FELICE. Bruna Braga e il figlio Alessandro Bianchini compariranno davanti al Giudice dell’udienza preliminare Aemilia, dottoressa Francesca Zavaglia, il prossimo 15 novembre, martedì. Dopo la...
SAN FELICE. Bruna Braga e il figlio Alessandro Bianchini compariranno davanti al Giudice dell’udienza preliminare Aemilia, dottoressa Francesca Zavaglia, il prossimo 15 novembre, martedì.
Dopo la ripetizione delle notifiche degli atti del procedimento penale (c’erano stati degli errori procedurali) la moglie e il figlio di Augusto Bianchini potranno difendersi, tramite i loro legali. Per chiedere che la loro posizione venga archiviata, senza ricorrere ad un dibattimento processuale.
Una scelta difensiva che non è stata anticipata, ma che sarà quasi certamente in linea con quella già adottata dal collegio difensivo per Augusto e gli altri figli, la cui posizione è stata discussa due settimane or sono. Come noto, a Bruna Braga (al centro di tante intercettazioni al vaglio del giudice), titolare della Dueaenne che doveva realizzare il famoso sarcofago sulla montagna all’amianto nel polo industriale di San Felice, è stata sequestrata una considerevole mole di beni, in occasione di una seconda fase dell’operazione Aemilia. Inclusi i terreni che dovevano essere destinati a cave per la costruenda Autostrada Cispadana e che la famiglia Bianchini - vien da ipotizzare bene informata in una prima fase - era riuscita ad acquisire. La tesi dei Bianchini (Bruna è accusata con il marito di concorso esterno), è di non avere mai commesso alcun reato di natura ambientale e di avere men che meno avuto consapevolezza della questione ’Ndrangheta, e che anzi la famiglia da quei personaggi è stata minacciata. Nei giorni successivi è attesa la decisione del Gip.
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