La criminalità fa più paura: per il 57% è in aumento
Giovani spesso disinformati: solo il 37% conosce le inchieste di mafia in Emilia Il sindaco Bellelli: «Diamo il via a un osservatorio permanente sulla legalità»
I dati non sono buoni: la rilevazione nel territorio dell'Unione Terre d’Argine della percezione di fenomeni di mafia e criminalità lascia trasparire la drammaticità dei tempi che stiamo vivendo. La ricerca, presentata ieri mattina davanti ad amministratori locali e rappresentanti delle forze dell'ordine riuniti nell'auditorium della biblioteca Loria, indica una strada da seguire: quella di un osservatorio permanente che faccia cultura della legalità e che raccolga segnalazioni di fenomeni a rischio.
Il questionario, basato su un campione di circa 400 contatti, è stato realizzato su una struttura base semplice e cioè dati anagrafici, qualità della vita e problemi del territorio, criminalità e mafia, strumenti di contrasto.
Una delle domande fondamentali, “Secondo lei negli ultimi 5 anni la presenza della criminalità nel suo territorio è....?”, ha avuto risposte eloquenti. Il 57,2% ha risposto che è aumentata, per il 40% invece è rimasta stabile; solo il 2,7% ha risposto che è diminuita. Secondo il 65.7% poi la mafia è presente nel territorio preso in analisi e cioè Carpi, Novi, Campogalliano e Soliera. E perché la mafia è arrivata sul territorio? Il 36,1% ritiene che alla base vi siano interessi economici; per il 22,6% la colpa è della crisi economica, mentre il 14,7% incolpa le amministrazioni locali che avrebbero sottovalutato il fenomeno.
Un aspetto su cui varrà la pena interrogarsi è quello delle risposte date dai giovani alla domanda: “La mafia è presente sul territorio?”. La fascia compresa tra i 18 e i 29 anni sembrerebbe sottovalutare o addirittura non conoscere il fenomeno. Solo infatti il 60% risponde di sì, contro l'oltre 80% degli over 55 anni. Chi è preoccupato per la presenza della mafia nei territori dell'Unione, ritiene che l'altro principale problema dell'area sia la disoccupazione ( lo afferma oltre il 53 per cento degli intervistati).
Che la mafia sia percepita come un fenomeno che si muove soprattutto in ambito finanziario ed economico lo si capisce anche dalla risposta alla domanda: “Secondo lei la qualità della vita sul territorio è maggiormente influenzata dalla mafia o dalla criminalità comune?”. Il 71,6 per cento ha risposto “criminalità comune”. Tra i reati subiti personalmente o da conoscenti vince il furto con il 32% che ha subito direttamente il reato, mentre il 59,2% riferisce di furti subiti da amici e parenti. Percentuali bassissime per le richieste di pizzo, attentati incendiari...
Una critica indiretta alle autorità pubbliche del nostro territorio arriva sulla domanda sugli strumenti di contrasto: il 56 % ritiene che le attività messe in atto siano insufficienti.
Sul fronte dell'informazione sono sempre i più giovani a dimostrare disinteresse per le inchieste giudiziarie sulla mafia condotte in Emilia: solo il 37% ne è a conoscenza.
All'incontro erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria locali. Neri, Confindustria; Medici, Lapam; e Bulgarelli, Cna; a margine dell'incontro hanno sottolineato l'importanza del rapporto di una collaborazione sempre maggiore tra le forze dell’ordine, della tutela della legalità per non dare vantaggi competitivi alle aziende criminali e della nascita di un osservatorio permanente. Su quest'ultimo punto si è espresso a favore anche il sindaco di Carpi che ha auspicato un organo che sia osservatorio ma che faccia anche quella promozione della legalità, soprattutto, visti i dati, tra le fasce più giovani.
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